Cimitero dei Colli, 300 defunti da spostare

Posti esauriti, il Comune manda le lettere ai parenti: i costi per le estumulazioni superano i mille euro
PESCARA. Le 300 lettere agli eredi dei defunti con concessione trentennale scaduta, tumulati nella parte nuova del cimitero di Colle Madonna, sono partite dagli uffici di Attiva nel giugno scorso. La parola d’ordine è recuperare nuovi spazi perché il cimitero scoppia. Si calcola che a oggi siano circa 140 gli utenti che hanno pagato il servizio di estumulazione e riduzione in resti della salma alla municipalizzata che gestisce il servizio cimiteriale. Tutti gli altri dovranno scegliere se firmare una dichiarazione di disinteresse e quindi accettare di spostare il caro estinto nell’ossario comune, senza una foto e una targa, oppure pagare il costo di spostamento dalla tomba al colombaio. Una procedura, quest’ultima, che per molte persone è improponibile poiché, nonostante l’abbassamento del 30 per cento delle tariffe di Attiva rispetto alla vecchia società Fidia, nei casi in cui la salma non è stata mineralizzata e quindi si deve procedere a una nuova inumazione (circa nel 30-40 per cento delle circostanze) si può arrivare a dover sborsare oltre mille euro. È accaduto, ad esempio, alla signora Elsa Coppa che abita in via Monte Camicia e fa parte della schiera dei pescaresi con un defunto che occupa un loculo scaduto da oltre trent’anni.
«Purtroppo è quanto ci impone la legge», spiega Massimo Del Bianco, direttore generale di Attiva, «al cimitero di Colle Madonna siccome non abbiamo spazi sufficienti per i nuovi estinti abbiamo avviato questa procedura per recuperare le concessioni trentennale scadute. Abbiamo iniziato dalla porzione denominata “ampliamento 80” ossia la parte nuova. Poi, nei prossimi mesi, proseguiremo con la zona vecchia. I nostri prezzi sono competitivi: rispetto allo scorso anno si paga il 30 per cento in meno».
Nel dettaglio, la procedura comprende: 231,89 euro (iva compresa) per l’apertura e la chiusura della vecchia lapide, 161,19 euro per l’estumulazione e 199,09 per la riduzione in resti. In caso di non mineralizzazione della salma gli eredi del defunto devono anticipare ad Attiva 227,54 euro per l’inumazione, ossia lo spostamento sottoterra in una nuova casa, questa volta bucata per favorire la decomposizione del corpo, 84,01 euro di canone quinquennale e un’altra quota di 71 euro per il trasferimento al colombaio, a cui si aggiungono 231,89 euro per la nuova apertura e chiusura della lapide. Si arriva così a 1.206,70 euro. «Ma dalla somma totale», ammonisce Del Bianco, «entro due giorni l’Attiva rimborsa all’utente, con assegno circolare, o 199,09 euro di riduzione in resti se la salma non è mineralizzata, oppure se la salma è già mineralizzata versiamo 311,55 euro pari alle tariffe di inumazione più il canone quinquennale. Perché facciamo pagare in anticipo? Per velocizzare la procedura».
Ylenia Gifuni
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