Cinghiali a spasso per la città: il sindaco ordina l’abbattimento

Dopo le segnalazioni dei residenti, arriva il provvedimento: 6 guardie venatorie autorizzate a sparare Tra le zone indicate, anche quella del Pala Dean Martin. Insorgono gli ambientalisti: azione pericolosa
MONTESILVANO. Troppi cinghiali a spasso per la città e il sindaco Ottavio De Martinis dà il via al piano per l’abbattimento. Sono tante le segnalazioni dei residenti che si susseguono da mesi in merito alla presenza di animali in diverse zone di Montesilvano, principalmente nelle strade collinari e del lungofiume Saline. Proprio nei giorni scorsi, un esemplare è stato avvistato alle spalle del nuovo ponte sul Saline, poco distante dalle abitazioni e in una zona particolarmente frequentata a piedi.
Un fenomeno che, se non controllato, rischia di rappresentare un grave pericolo per le persone, soprattutto alla guida, e per gli animali domestici. Per questo il primo cittadino ha firmato un’ordinanza per autorizzare sei guardie venatorie, sotto la supervisione del comando della polizia locale, ad abbattere i cinghiali avvistati in diversi quartieri della città. Nel dettaglio, il piano si focalizzerà in via Saragat, via Chiappinello, via Colle Fiorito, via Saffi e via Chiarini; nella zona del cimitero, al confine tra Montesilvano e Cappelle sul Tavo; nella zona di Fosso Mazzocco, al confine tra Montesilvano, Spoltore e Pescara; a Santa Filomena, al confine sud tra Montesilvano e Pescara; nella zona del Pala Dean Martin, dalla foce del Saline al lungofiume.
L’ordinanza impone anche il divieto di nutrire gli animali selvatici di ogni specie. Ma sulla decisione del sindaco, c’è chi esprime perplessità. Si tratta dell’associazione Nuovo Saline Onlus che, dal 2006, si occupa del monitoraggio zoologico del bacino fluviale Tavo-Fino-Salino e che più volte ha immortalato i cinghiali con le proprie fototrappole. «Negli ultimi due anni abbiamo visto un aumento di caprioli, istrici, tassi, volpi e cinghiali», evidenzia il presidente Gianluca Milillo, «ma le ordinanze per l’abbattimento dei cinghiali devono essere fatte con molta prudenza e attraverso un preciso studio zoologico, e non con le fantasie perverse e autoreferenziali del cacciatore, perché diminuire il numero, su un territorio dove non ci sono predatori naturali specifici, rischierebbe di rafforzare le colonie, amplificando il danno. Inoltre, dare libertà di sparare all’interno di un’area cittadina può essere motivo di incidenti, soprattutto perché quell’area è circondata da diverse arterie viarie. Importante, poi, è la vigilanza nell’azione di caccia, perché potrebbero divertirsi a cacciare anche specie diverse da quella target. Fatto così, potrebbe essere più negativo che positivo. L’ideale sarebbe prevenire, impedendo i ripopolamenti dei cinghiali per uso caccia, limitando gli allevamenti di questi animali e rintroducendo e proteggendo i loro predatori naturali, come il lupo. Ma siamo consapevoli che una cosa del genere richiederebbe dei tempi insostenibili per un’amministrazione e che il cacciatore che paga una licenza ha dei diritti».

