Cinghiali, Wwf boccia Coldiretti

12 Luglio 2021

Gli ambientalisti: «La soluzione del grave problema non è la caccia»

CHIETI. Emergenza cinghiali, dopo la manifestazione all’Aquila organizzata dalla Coldiretti, il Wwf fa sentire la sua: «Una gestione sbagliata aggrava la situazione, la caccia è la causa del problema e non la soluzione, ignorate le proposte del mondo scientifico e associativo».
La Coldiretti ha chiesto, tra le altre cose, interventi urgenti a tutela del settore contro i danni arrecati all’agricoltura dalla fauna selvatica, in particolare dai cinghiali. Ma alla fine il nodo cruciale è sempre questo: caccia sì o caccia no per arginare l'emergenza cinghiali? «La soluzione proposta da Coldiretti è sconcertante: riconferma infatti proprio le dinamiche e le azioni che hanno determinato il sorgere e l’aggravarsi del problema» questo è il parere del Wwf che aggiunge: «La questione cinghiali in Italia è il frutto di una pessima gestione faunistico venatoria, con approcci sbagliati conditi di retorica e facile demagogia: pensare che tutto si possa risolvere aumentando la pressione venatoria sulla specie vuol dire non prendere atto che tale problematica è stata creata dal mondo venatorio con le scriteriate immissioni di cinghiali provenienti dai Paesi dell’est Europa degli anni passati e che aumentare i periodi di caccia ha il solo risultato di aggravare il problema, come ormai la maggior parte del mondo scientifico che studia l’etologia della specie ha dimostrato».
Per il Wwf la modifica della Legge sulla caccia richiesta da Coldiretti e prospettata dal mondo venatorio e da numerosi esponenti politici non è una soluzione e «rischia di essere solo una facile scorciatoia che può generare ulteriori gravi danni a tutta la fauna selvatica attribuendo un ruolo pubblico a soggetti privati con un palese conflitto di interessi. Fino a quando il problema dei cinghiali continuerà ad essere gestito attraverso la caccia», conclude il Wwf, «non avrà mai soluzione e gli agricoltori vedranno crescere il numero dei cinghiali e di conseguenza i danni alle colture». (m.d.n.)