Cinque milioni per le imprese 400 aziende chiedono di ripartire

La Camera di commercio ha stanziato un fondo per aiutare le attività costrette allo stop prolungato Il 90 per cento delle domande presentate in prefettura ha ottenuto l’autorizzazione per riaprire
PESCARA. Sono quattrocento le imprese di Pescara e provincia che, alla data del 2 aprile scorso, hanno presentato richiesta per ripartire con i propri cicli produttivi.
Un'opzione prevista, per tutto il periodo dell'emergenza sanitaria, nei decreti della presidenza del Consiglio dei ministri degli scorsi 22 e 25 marzo che di fatto consentono, previa autorizzazione dei prefetti, di estendere l'elenco delle aziende che in pieno lockdown possono riaprire.
L’AUTORIZZAZIONE L'atto del premier Conte indica le attività produttive industriali e commerciali fornitrici di servizi essenziali che possono regolarmente esercitare e consente ad altre imprese di richiedere alle prefetture l'autorizzazione per ripartire. La Prefettura di Pescara ha costituito un tavolo di lavoro interno che quotidianamente si riunisce e vaglia le domande.
Del gruppo tecnico fanno parte anche la Camera di Commercio e i comandi provinciali della Guardia di finanza e dei vigili del fuoco. Ciascuno per le proprie competenze valuta le documentazioni e le richieste presentate contribuendo al rilascio dell'autorizzazione.
I SERVIZI ESSENZIALI Nel territorio di Pescara e provincia, secondo un report della Camera di Commercio di Chieti-Pescara, le imprese che garantiscono servizi essenziali e quindi sono sempre state autorizzate a restare aperte sono 20.606, per un totale di oltre 52 mila addetti.
Dall'altro lato, vi sono quasi 24mila imprese costrette a fermarsi lasciando a casa 39.764 addetti.
Al centro si collocano quelle realtà imprenditoriali che potrebbero riattivare i propri cicli produttivi in quanto funzionali ad assicurare la continuità delle filiere dei servizi essenziali e gli impianti a ciclo produttivo continuo dalla cui interruzione derivi un pregiudizio dell'impianto stesso.
VIA LIBERA AL 90 PER CENTO «Come ente abbiamo comunicato alle aziende, all'uscita dei decreti, questa possibilità», spiega Michele De Vita, segretario generale della Camera di commercio di Chieti-Pescara e membro del tavolo operativo.
Che poi entra nel dettaglio della richieste presentate: «Nel nostro territorio sono state visionate circa 400 domande. Aziende della meccanica, della lavorazione di metalli, imprese che svolgono parti delle produzioni di beni essenziali in subappalto o fornitori di prodotti e servizi. Delle istanze che sono pervenute, il 90 per cento circa è stata autorizzata, per la restante parte alcune non sono state accolte e ad altre è stata richiesta un'integrazione documentale».
Il tavolo ha anche avuto interlocuzioni con l’assessorato regionale alle Attività produttive, con le organizzazioni sindacali e anche con Confindustria. Prosegue il segretario generale della Camera di commercio: «Credo che le domande stiano andando a esaurimento. Gran parte delle aziende ha già presentato l'istanza e ne sono dimostrazione i numeri, che vedevano nelle prime giornate anche 60-70 richieste quotidiane, mentre oggi siamo sull'ordine delle venti circa».
Uno spiraglio, quindi, per almeno 400 imprese per ricominciare la produzione. Nero invece il futuro per tutte quelle aziende ormai bloccate da settimane.
L’AIUTO ECONOMICO «Più continua la sospensione dell'attività e più le imprese possono andare in difficoltà», prosegue De Vita. «Come Camera di Commercio abbiamo stanziato cinque milioni di euro per sostenere il tessuto economico locale e subito dopo Pasqua definiremo le modalità con le quali metterli a disposizione delle aziende. Ma è importante una sinergia con la Regione e anche un accordo con gli istituti bancari per creare le condizioni favorevoli e concedere i finanziamenti straordinari».
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