Cinquecento disegni di studenti abruzzesi per difendere il lupo

19 Febbraio 2017

Ritratti e strisce a fumetti, raccolto l’appello del Wwf Petizione on line del “Centro” contro l’abbattimento

PESCARA. «Il lupo sarà sempre cattivo se ascoltiamo solo Cappuccetto Rosso», recita un cartello con l'immagine dell'animale selvatico raffigurato con il muso allungato e le orecchie appuntite.

Poco più avanti, un altro disegno suona come un ammonimento: «Chi uccide un lupo è una pecora». E ancora: «Non bisogna ammazzare i lupi perché loro sono coraggiosi, astuti e devono essere lasciati liberi».

Dai piccoli alunni delle scuole dell'infanzia e primarie fino agli studenti delle secondarie di primo e secondo grado si alza un invito unanime alle istituzioni: ripensateci, perché legalizzare la caccia a una delle specie simbolo dell'Italia e dell'Abruzzo rappresenta «una misura inefficace e dannosa».

Sono circa 500 i disegni colorati che sono stati esposti ieri mattina in piazza Sacro Cuore. Dai cartelli più semplici con l'immagine dell'animale, un cuore e la scritta "T.v.b." alle strisce a fumetti più elaborate fino ai ritratti più profondi e concettuali. L'iniziativa "Sos lupo” è partita dal Wwf e ha chiamato a raccolta i ragazzi di tanti istituti abruzzesi che, in meno di una settimana, hanno risposto in massa all'appello dell'associazione ambientalista e si sono espressi con i propri lavori contro il "Piano per la conservazione e gestione del lupo" stilato dal ministero dell'Ambiente. Il documento, già rinviato una volta, sarà esaminato nella conferenza Stato-Regioni giovedì 23 febbraio.

Alcuni punti del piano hanno suscitato forti opposizioni e perplessità da Nord a Sud dell'Italia in quanto, per la prima volta in 45 anni, si deroga al divieto assoluto di caccia al lupo. Contro questa norma che di fatto prevede la possibilità di abbattere i lupi, il Centro ha lanciato una petizione pubblica, sottoscritta da 2385 persone sul sito www.change.org, mentre la mobilitazione nazionale del Wwf «per stralciare questa misura dal piano di gestione» ha portato 200mila persone a esporsi contro la scelta del ministero.

«Legalizzare le uccisioni del lupo», spiega Dante Caserta, vice presidente del Wwf Italia, «è una scelta più politica che scientifica. Questa misura è palesemente inefficace e dannosa per tutte le parti coinvolte: per i lupi sicuramente, ma anche per i pastori e per gli allevatori, perché non risolve gli eventuali conflitti tra questo predatore e le attività umane. Gli abbattimenti non riducono né i danni né i conflitti visto che ogni anno in Italia vengono ritrovati 300 lupi morti per bracconaggio, bocconi avvelenati, lacci e incidenti stradali».

La mobilitazione, partita dal basso, ha incontrato l'appoggio anche di migliaia di cittadini che si sono fatti sentire sui social network esprimendosi contro la caccia al lupo. In Abruzzo un ulteriore sostegno è arrivato dalle scuole, attraverso gli oltre 500 disegni dei ragazzi e delle ragazze, realizzati per dimostrare in maniera allegra e colorata il desiderio di lasciare vivere l'animale in via di estinzione. Al termine della mostra, i cartelloni saranno utilizzati dal Wwf per rafforzare l'azione di comunicazione e sensibilizzazione a difesa del lupo e saranno poi conservati al Centro di documentazione ambientale che l'associazione gestisce a Teramo.

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