Cir, i cassintegrati minacciano: lunedì occuperemo la Tiburtina

Tocco da Casauria: assemblea al teatro Michetti con i 180 lavoratori, la Fiom Cgil e il sindaco Lattanzio La Cigs scade il 31 ottobre, i dipendenti temono la smobilitazione. A settembre vertice al ministero
TOCCO DA CASAURIA. Si apre un nuovo fronte di lotta nella vertenza della Compagnia italiana rimorchi (Cir) ex Merker, che preannuncia scenari di scontro. Ieri i lavoratori della stabilimento metalmeccanico più grande della regione che costruisce rimorchi e semirimorchi, con 180 dipendenti a Tocco da Casauria e altrettanti divisi nelle due sedi italiane di Nichelino (Torino - ex Viberti) e Bussolengo (Verona - ex Cardi), hanno infatti deciso, in un’assemblea tenutasi nel teatro Michetti di Tocco con il sindacalista della Fiom Cgil Gino Marinucci alla presenza del sindaco Luciano Lattanzio, di organizzare una manifestazione per lunedì mattina davanti alla sede dello stabilimento in contrada Ceppeto e bloccare la Statale Tiburtina Valeria.
Vogliono dare massima eco alla loro lotta per sollecitare interventi istituzionali che possano pesare sulla soluzione della vertenza. Il motivo di tanta mobilitazione, la comunicazione dell'azienda del gruppo Margaritelli di voler cedere in affitto a un altro imprenditore parte dei rami aziendali dedicati alla commercializzazione dei prodotti, alla prevendita e alle attività tecniche e amministrative collegate, corrispondenti agli stabilimenti di Tocco da Casauria e Bussolengo.
Operazione possibile in base alle vigenti normative che la consentono, nonostante che la Cir si trovi in condizione di concordato liquidatorio. I lavoratori si oppongono fermamente a questo tipo di operazione che rappresenterebbe per loro l'inizio della fine delle speranze di poter continuare in qualche modo a rimanere legate alla Cir per un altro anno sotto ammortizzatori sociali. La loro Cassa integrazione guadagni straordinaria (Cigs) ottenuta per ristrutturazione aziendale scade infatti il 31 ottobre e potrebbe essere prolungata per concordato preventivo liquidatorio. Punto oscuro del processo è che il nuovo investitore è individuato come una società in fase di costituzione che sarebbe controllata interamente dalla holding polacca Wielton con campo di interesse nella commercializzazione di rimorchi e semirimorchi. I lavoratori temono lo smembramento dell'industria, l'asportazione dei macchinari, robot e attrezzature che non consentirebbe più la produzione a Tocco che invece, stando a quando dibattuto in assemblea, sarebbe ancora possibile a fronte di commesse in atto.
Produzione che avrebbe anche autorizzato il commissario liquidatore del tribunale di Verona Roberto Maria Rubini, facendo salvo l'aggravio della posizione debitoria dell'azienda. I termini della questione saranno ulteriormente dibattuti il 12 settembre a Rimini, a mezza strada tra le sedi dei tre stabilimenti del gruppo Torino-Verona e Tocco da Casauria, in un’assemblea generale dei lavoratori. Entro il 15 settembre, come ha confermato il sindaco, tramite il vice presidente della Regione Giovanni Lolli e il sottosegretario Giovanni Legnini che stanno seguendo da vicino la vertenza, ci sarà un incontro al ministero dell'Industria e dello Sviluppo economico (Mise) con azienda, parti sociali, Rsu, Confindustria, rappresentanti istituzionali di Regione, Provincia e ministero.
I lavoratori chiedono di mettere le carte in chiaro e di sapere quali sono i piani dell'azienda e la sua volontà di salvaguardare il patrimonio industriale, lavorativo e occupazionale non solo della Val Pescara. Il tavolo al ministero dovrà anche essere carta di garanzia per gli istituti bancari che dovranno, eventualmente, anticipare le somme per la prosecuzione degli ammortizzatori sociali. Per la manifestazione di lunedì i lavoratori hanno già informato la Digos e le altre forze dell'ordine del territorio.
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