Circolo privato chiuso per la droga

Il provvedimento del questore dopo un controllo notturno nel locale Tipografia di via Raiale. Stop all’attività per 2 mesi
PESCARA. Licenza sospesa per 60 giorni. È questo il provvedimento adottato dal questore, Paolo Passamonti, nei confronti del circolo privato “Tipografia”, che si trova in via Raiale 169 ed è gestito dall'associazione “I polaroidi”. La chiusura dell'attività è stata disposta dopo un controllo eseguito in massa la notte di San Valentino dal personale della questura in collaborazione con polizia municipale e carabinieri e con il supporto del Reparto prevenzione crimine Abruzzo, della Guardia di finanza e della Croce rossa italiana.
Durante il blitz sono state riscontrate diverse irregolarità, a detta della questura, e cioè la presenza di persone che non sono state in grado di esibire la tessera di iscrizione al circolo e il ritrovamento, con successivo sequestro, di diverse dosi di droga, abbandonate a terra. All'interno dell'edificio, poi, sono stati identificati due clienti che avevano quantità modiche di droga. Al controllo hanno partecipato anche i carabinieri dei Nuclei antisofisticazione, che hanno segnalato delle irregolarità. La chiusura è stata disposta ai sensi dell'articolo 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza con finalità preventive, in considerazione dei pericoli che possono minacciare l'ordine e la sicurezza pubblica.
Contro la decisione del prefetto, notificata tre giorni fa, il circolo di via Raiale annuncia un ricorso al prefetto, che sarà presentato all'inizio della settimana con la richiesta che venga discusso in pochi giorni e confidando nell'annullamento del provvedimento o in una riduzione del periodo di chiusura, come spiega l'avvocato Anthony Hernest Aliano. «È stato un errore», spiega Aliano, «aver determinato che nel locale ci fossero persone prive di tessera. Le forze dell'ordine avrebbero dovuto effettuare un riscontro incrociato tra la banca dati elettronica dei tesserati e i presenti, che non sono costretti ad avere con sé la tessera cartacea».
Aliano mette in evidenza anche un altro aspetto. «Il ricorso all'articolo 100 del Tulps forse è stato determinato da una eccessiva cautela, ma va detto che all'interno di “Tipografia” non sono mai stati riscontrati episodi analoghi, nel corso degli anni né, per l’accaduto, può addebitarsi una responsabilità oggettiva all'associazione, che gestisce il locale in condizioni di perfetta regolarità amministrativa, servendosi di personale addetto alla sicurezza. Quanto riscontrato», sottolinea il legale, «non è imputabile alla condotta del gestore e il solo caso dell'altra notte non può determinare una esigenza cautelare, come invece è accaduto. Il danno di questo provvedimento», conclude Aliano, «sarà gravissimo dal punto di vista economico».

