Circuìto e picchiato dalla badante, per lei scatta il braccialetto elettronico

L’allarme è scattato dopo che l’anziano si è presentato al pronto soccorso con delle lesioni. E oggi racconta: «Mi aveva bloccato il telefono e non mi faceva più vedere nessuno, ero isolato»
PENNE. Alla fine è stata allontanata con tanto di braccialetto elettronico e divieto di avvicinamento, da parte del giudice, all’arzillo disabile quasi settantenne che si era innamorato e aveva progettato una vita insieme a lei, un’attempata badante romena, al punto di aver comprato e intestato a lei in parte, un immobile al mare. Una storia di vessazioni quotidiane: il disabile è stato in pronto soccorso per farsi curare lesioni superiori ai 40 giorni. L’intervento dei carabinieri ha evitato guai peggiori al pensionato pennese invalido totalmente, convinto di aver trovato nella signora una nuova compagna. Ma non era così.
La solitudine aveva indotto il signor Giulio, nome di fantasia, a darsi da fare per avere assistenza a casa ed eventualmente provare a capire se ne poteva nascere una relazione. E in effetti, nei primi mesi di assunzione come badante, tutto sembrava andare al meglio. Ma il comportamento della donna col tempo ha cominciato a insospettirlo. In pratica, lo aveva indotto all’isolamento sociale: il pensionato non poteva uscire con gli amici, né frequentare la parentela, persino il telefono era stato manomesso con il blocco dei numeri telefonici più contattati.
«Ho capito con il passare dei giorni che non avrei potuto sentire né vedere nessuno. Probabilmente una strategia ben precisa affinché nessuno potesse mettermi in guardia sul suo comportamento», spiega l’uomo. Ma non solo. La nuova coppia aveva deciso di provare a sistemarsi altrove. La scelta era caduta su un alloggio al mare in una cittadina del litorale. «Decidemmo di fare questo passo, lasciando Penne, per vivere insieme in un altro contesto e questa prospettiva mi aveva spinto a comprare l'immobile. E così è accaduto. La nuda proprietà a lei, a me il diritto di usufrutto». L’usufruttuario ha il diritto di vivere o affittare l’immobile, mentre il titolare della nuda proprietà non può utilizzarlo finché dura l'usufrutto: non può abitare l’immobile né affittarlo, può però vendere la nuda proprietà a terzi. «Fu anche il notaio che curò il rogito a suggerirmi una soluzione giuridica che mi tutelasse maggiormente, avendo forse intuito che si potesse verificare qualche raggiro. Ho cambiato intanto la serratura: quella casa non l'abbiamo mai abitata».
Ma la decisione di troncare ogni rapporto arriva quando, racconta, «sono finito al pronto soccorso dopo una lite: ho subito delle contusioni. E lei se n'è andata senza motivo per un po’. Ma è stato decisivo l’incontro con i carabinieri di Penne. Tuttavia, ho saputo dopo, il certificato del pronto soccorso ha fatto in modo che la denuncia scattasse d'ufficio». La donna oggi è sottoposta al braccialetto elettronico: il signor Giulio mostra un piccolo dispositivo che, in caso di avvicinamento, lo avvisa del pericolo e i carabinieri possono entrare in azione.
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