Città chiusa per Triathlon: caos e proteste
Montesilvano, strade bloccate senza possibilità di percorsi alternativi: code chilometriche e raffica di chiamate al 113
MONTESILVANO. Strade bloccate e centinaia di automobilisti in coda sotto il sole, ieri, per il campionato di Triathlon che ha visto impegnati circa 400 atleti nelle gare di nuoto (davanti ai Grandi alberghi), ciclismo (Città Sant’Angelo, Elice, Castilenti, Castiglione Messer Raimondo, Penne e Picciano) e corsa (lungomare e strade limitrofe). Un sogno che si è trasformato in incubo per la città che ieri ha tenuto sotto scacco centinaia di famiglie condannate ad attese in macchina di oltre un’ora. A far saltare i nervi, a parte l’attesa, è stata la gestione delle chiusure: se nei giorni scorsi gli organizzatori (polisportiva The Hurricane Team, agenzia Mirus con il supporto del delegato Fitri Marco Pergolini.) avevano pubblicizzato l’evento con la mappa delle strade chiuse, gli stessi avvisi, con relative alternative, ieri non apparivano lungo le strade interessate, particolare che ha contribuito a creare le code chilometriche che si sono formate lungo la nazionale da Silvi verso Città Sant’Angelo, sulla lungofino, sul ponte del Saline, in via della Scala e, a sud, su lungomare e corso Umberto. «Arrivo da Silvi, devo andare a lavorare a Città Sant’Angelo e ho imboccato la statale 16 come ogni giorno», riferisce esasperato un automobilista, «dopo più di un’ora per fare due chilometri ho capito solo alla rotatoria per l’autostrada che la strada era chiusa. Ma dovevano dirlo prima e creare delle alternative». Un caos che ha raggiunto le punte di esasperazione tra mezzogiorno e l’una in coincidenza con l’ora di pranzo, i rientri a casa, le prenotazioni ai ristoranti e, anche, l’uscita dai centri commerciali. Un centinaio le telefonate arrivate al 113, con cittadini esasperati e preoccupati per quella permanenza sotto al sole con anziani e bambini in macchina, tanto da reclamare l’assistenza di ambulanze e la diffusione di bottigliette d’acqua. «Sto tornando da Atri», protestava Raffaele Giuliante di Pescara, «conosco bene ogni stradina ma non riesco a uscire da quest’inferno, sono già tre percorsi che cambio e trovo sempre code chilometriche». E a chi sembrava di avercela fatta, la beffa: dopo aver superato via dei Fiori provenendo dai centri commerciali e aver raggiunto la lungofino, ragazzi addetti al traffico indicavano come via di sbocco nuovamente la rotatoria che riportava su, lungo la strada dei Fiori. E via un nuovo girone infernale.
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