Città divisa sul piano per alzare i palazzi

7 Marzo 2016

Gli architetti promuovono la delibera che aumenta del 50% la cubatura, gli ambientalisti invece minacciano proteste

PESCARA. La presidente dell’Ordine degli architetti di Pescara Laura Antosa promuove la proposta di delibera, presentata da Forza Italia, che prevede la possibilità di far crescere in altezza i palazzi esistenti, tramite premi di cubatura.

«È auspicabile», dice, «che anche Pescara recepisca finalmente le norme della legge regionale basata sul Decreto sviluppo. Gli altri Comuni abruzzesi lo hanno già fatto». «Non so se il Piano casa sia stato utile per il settore edilizia della nostra città», afferma la presidente degli architetti, «ma sicuramente le norme del Decreto sviluppo possono essere di aiuto».

Secondo Laura Antosa, l’amministrazione comunale «dovrebbe fare un atto di coraggio e adeguarsi alla normativa regionale». «Quella legge», spiega, «risale al 2012 e dopo quattro anni arriva ora questa opportunità di sviluppo». «Io», fa presente la responsabile dell’Ordine professionale, «sono assolutamente favorevole a questa delibera e credo che sia necessario, così come per il nuovo Codice degli appalti, coinvolgere il territorio. In proposito, è fondamentale l’importanza di una struttura come l’Urban center».

A detta della presidente dell’Ordine degli architetti, i premi di cubatura previsti nella delibera dovrebbero consentire di rilanciare un settore, quello dell’edilizia, completamente fermo da alcuni anni. «Questo settore stenta a risollevarsi», avverte, «non solo a Pescara, ma anche a Montesilvano e Spoltore. I pochi interventi che si realizzano riguardano piccole ristrutturazioni».

«Gli incentivi previsti sicuramente aiuteranno», sostiene la Antosa, «ma dovranno essere indirizzati verso interventi sostenibili. Mi auguro che ci sia uno studio che faccia riferimento al Decreto sviluppo».

La presidente è convinta che l’applicazione di una delibera del genere sia in grado di cambiare l’urbanistica della città. «Si deve fare un atto di coraggio», ripete, «ma qualsiasi decisione deve essere presa pianificando la città. In pratica, si dovrà stabilire in quali zone sarà possibile aumentare la volumetria. Un aumento fino al 50 per cento dell’esistente non credo sia possibile dappertutto».

In effetti, la proposta di delibera del capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli riporta un lungo elenco di zone dove sarà possibile il ricorso ad incrementi di cubatura. Si va dalla sottozona B2 di conservazione e recupero, alla C2 di espansione di tipo estensivo, dalla D4 riguardante alle attività commerciali e artigianali esistenti, alla F3 riservata alle attrezzature e servizi pubblici di interesse urbano territoriale, fino agli ambiti sottoposti a comparti di attuazione.

C’è poi una lista delle zone vietate. In primis, le zone di cessione che non potranno essere occupate con interventi edilizi.

La presidente degli Architetti, tuttavia, non ritiene che l’incremento fino ad un massimo del 50 per cento della volumetria, da sviluppare soprattutto in altezza, possa essere troppo invasivo. «La città verticale», sottolinea, «è uno dei temi su cui si discute da diverso tempo. Io sono favorevole alla città sviluppata in altezza, perché così si evita il consumo di suolo».

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