Città martoriata dal vento Crolli e mareggiate: 3 feriti

18 Settembre 2022

Pini caduti in strada, va giù un’impalcatura, danni a moto e macchine in sosta

PESCARA. Dal centro alla periferia, alberi e rami caduti in mezzo alle strade e sulle auto in sosta, moto rovesciate, tettoie volate, bidoni della spazzatura trascinati per metri, strade chiuse, intere file di ombrelloni e palme distrutte, lettini e sedie in acqua, aerei dirottati. Dalle 14 sino a metà pomeriggio di ieri, in città l'inferno a causa delle forti raffiche di vento, fino a cento chilometri orari sulla costa, che hanno messo in ginocchio il litorale.
FERITI Il bollettino della Prefettura ieri parlava di tre persone ricoverate in prognosi riservata e una in codice verde. Tra queste, un 29enne ricoverato in Neurochirurgia dopo essere rimasto ferito sulla spiaggia. Attorno alle 14.15 stava ritirando delle attrezzature quando è stato colpito fra l’orecchio e la testa da una palma, riportando un trauma cranico. L’incidente è accaduto allo stabilimento Belvedere, dove immediati sono stati i soccorsi. Disastro sfiorato poco dopo in piazza Primo Maggio. Si è piegata l'impalcatura di un palazzo in ristrutturazione vicino alla chiesa del Mare. Una palma ne ha frenato la caduta, evitando il peggio. Da subito, vista la situazione, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha attivato il centro coordinamento soccorsi.
DANNI Fra la città e la provincia, stando a quanto comunicato dalla stessa prefettura, in totale sono stati 40 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco, a cui sono arrivate centinaia di chiamate, 5 dalla polizia, 39 dai carabinieri, 23 dalla polizia locale, 2 dalla Capitaneria di porto, 5 dalla polizia stradale. Negli stessi momenti, il sindaco Carlo Masci ha aperto il Coc, invitando i pescaresi a non uscire di casa. Chiusi attraverso un'ordinanza, emessa già in mattinata, i parchi, i giardini e le riserve. Sospese le manifestazioni, a cominciare dai campionati giovanili di triathlon, che erano in corso lungo la riviera, flagellata dal vento. Molte le piante cadute. Una si è schiantata sulla pista ciclabile davanti allo stabilimento Trieste. Ma danni ingenti e criticità si sono registrate in tutte le zone della città. Oggi arriveranno rinforzi dagli altri comandi della regione per aiutare i vigili del fuoco a smaltire gli interventi. A monitorare, attimo per attimo, le varie situazioni insieme agli agenti della polizia locale il vice sindaco Gianni Santilli e gli assessori alla Protezione civile e Manutenzioni, Eugenio Seccia e Adelchi Suplizio.
STRADE CHIUSE A causa della caduta degli alberi, è stato necessario chiudere via Regina Margherita, via della Pineta, Colle Renazzo, via De Titta, parte di via Regina Elena. In via Regina Margherita, proprio di fronte alla scuola Mazzini, un grosso pino è caduto sulla carreggiata, danneggiando un’auto in sosta. Un altro è caduto a poca distanza. Stessa situazione alla Pineta, dove un pino della riserva è caduto sulla strada; in via De Titta sopra una vettura. A Colle Renazzo, una grossa pianta si è sradicata dal giardino di un’abitazione, finendo anche in questo caso in mezzo alla strada. La circolazione è stata deviata su strada Vallelunga. Problemi anche ai Colli. In via Del Santuario, strada bloccata sempre per un pino caduto e sempre sopra un'auto parcheggiata. Paura, invece, in via Ravenna per delle tegole volate giù. Distrutta un'auto. In ogni parte della città, cartelli stradali e insegne divelte. In piazza Salotto, spazzate via le transenne del cantiere per la fontana luminosa. «Stamattina», sottolinea il vice sindaco Santilli, «faremo un monitoraggio. Ma gli operai del Comune e di una ditta hanno iniziato già ieri pomeriggio a rimuovere le piante cadute, a ripulire le strade. In giornata sarà rimessa in sicurezza viale Regina Margherita per far sì che domani gli studenti della Mazzini tornino a scuola senza problemi. Dispiace per la strage di tamerici sulla riviera. Ci sarà da lavorare per giorni». «Da subito», aggiunge Sulpizio, abbiamo attivato le squadre di manutenzione per cercare di limitare i disagi sulle strade, almeno quelle principali. Stamattina faremo la conta».
MAREGGIATA In ginocchio i balneatori. Allo stabilimento La Prora buttate giù dal vento e distrutte le prime tre file di palme. Tanti danni anche al Plinius. «Ho avuto decine di palme rotte e rovesciate», racconta il titolare Lorenzo Papa. «E come me, tutti gli altri. Non ricordo che sia mai successa una cosa del genere. Sono stati attimi di grande paura. Sulla spiaggia alle 14 c'erano ancora delle persone, soprattutto bambini». In quegli istanti soccorso dai bagnini della Compagnia del Mare-Lifeguard un anziano spinto dalla corrente, mentre faceva il bagno vicino agli scogli tra Venere e La sirena.