Città sporca e disservizi non aiutano il turismo

29 Agosto 2015

Le novità del mercato ittico e dell’isola pedonale sulla riviera non compensano tante zone d’ombra sulle politiche dell’ospitalità e nel polo dei Grandi alberghi

MONTESILVANO. La stagione balneare è ormai agli sgoccioli e nel tracciare un primo bilancio di questi tre mesi estivi sono tante, forse troppe, le criticità denunciate da residenti e turisti che hanno scelto Montesilvano come meta delle proprie vacanze. Se da un lato, l’estate 2015 nella città adriatica, insignita della bandiera verde perché a misura di bambino, è stata caratterizzata da importanti e apprezzate novità, come l’apertura del mercatino ittico, atteso da anni, e la pedonalizzazione della riviera – che dopo un primo periodo di rodaggio ha ottenuto un consenso pressoché unanime – dall’altro, Montesilvano non ha saputo celare molte delle sue zone d’ombra.

Il quadro che emerge dalle numerose segnalazioni fatte dai villeggianti occasionali o dai più assidui frequentatori del litorale, è ben lontano da quello che ci si aspetterebbe dalla quarta città d’Abruzzo in termini demografici e di vocazioni turistiche. A cominciare proprio dalle numerose emergenze rifiuti che in queste ultime settimane sono esplose in diversi rioni della città: è il caso del palazzone di via Lazio o quello dell piazzale del complesso ex Monti. Ma il guaio è che situazioni di disagio si verificano anche nelle zone che dovrebbero essere il fiore all’occhiello dell’ospitalità come quella dei Grandi Alberghi.

È di ieri l’ultima segnalazione sulla presenza di cataste di rifiuti depositate vicino ai cassonetti, proprio davanti agli hotel. «È così che la città ha accolto gli atleti dei Giochi del Mediterraneo», si sfoga un montesilvanese esasperato che pubblica su un social network le foto dell’ennesima mini discarica. È bene sottolineare come nella maggior parte dei casi denunciati, la responsabilità non sia direttamente attribuibile all’amministrazione comunale, o alla ditta che si occupa dell’igiene urbana, quanto ai mai identificati incivili che utilizzano strade e piazzali condominiali per disfarsi del pattume o carichi di ingombranti, nel più perfetto spregio del prossimo e del decoro urbano.

Il tema rifiuti non è l’unico nell’agenda delle emergenze. A rimarcarlo è lo sfogo di un ingegnere:«Dopo innumerevoli anni di vacanze a Montesilvano, mia moglie e io facciamo ritorno a casa per non tornare mai più. Questo perché nel tempo questa città è divenuta sempre più inospitale. I villeggianti, infatti, non sono considerate risorse, ma persone da spremere per ricavare nell'immediato il più possibile, basti pensare che in un negozietto ho pagato il pane 7,5 euro al kg, cosa che non accade nemmeno a Venezia».

Il villeggiante critica aspramente anche la stangata Tari, che lo ha costretto a pagare 290 euro per un monolocale di meno di 50 mq utilizzato appena 2 mesi l’anno, o sugli stabilimenti balneari che, «trasformati in discoteche non insonorizzate, diffondono decibel fino a notte inoltrata, senza alcun controllo». Il turista, secondo il quale è arrivato il momento di investire altrove, chiude con amarezza: «Ho amato questa città, ma gli esercenti e le amministrazioni che si sono succedute me l’hanno portata in odio».

A completare il quadro inglorioso, la Stella Maris ancora abbandonata a se stessa, il dilagante fenomeno della prostituzione e l’inquinamento delle acque marine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA