«Cittadini offesi dalle scelte di Luciani»

21 Marzo 2018

Francavilla, Di Renzo attacca il sindaco autosospeso: assentarsi dall’incarico è una grave mancanza

FRANCAVILLA. «L'autosospensione del sindaco Antonio Luciani è un film già visto e una grave mancanza di rispetto verso i francavillesi». A sostenerlo è il consigliere comunale di opposizione Stefano Di Renzo di Articolo 1-Mdp, che sottolinea come, in quanto membro dell'assise civica, non abbia ancora ricevuto alcuna comunicazione formale e documentale del progetto di variante urbanistica relativa al supermercato «Md» che potrebbe sorgere nella zona del rione Foro, questione che ha generato l'autosospensione del primo cittadino.
«Non posso non rimanere politicamente basito», dice Di Renzo, «da quanto sta accadendo, il tutto sembra un film già visto. Mi riferisco al 2012, quando io e il collega Donato La Barba per aver votato contro lo scempio urbanistico dell’ex Mencarelli fummo cacciati dal Pd e dalla maggioranza con annesse dimissioni del sindaco in consiglio comunale. Oggi la storia si ripete, Luciani si ripete, anche se i temi non sono gli stessi e non hanno la stessa portata. Allora, infatti, si discuteva di una colata di cemento, circa 18mila metri cubi per circa cento appartamenti, in una zona che per carenza di depuratori, bonifiche non effettuate e standard urbanistici insufficienti, non poteva essere autorizzata con una variante puntuale e senza i pareri degli enti preposti. Oggi alcuni consiglieri di maggioranza e i loro partiti o gruppi di riferimento, dopo aver votato in questi anni delibere dannose per la città, i cambi di destinazione d’uso, gli immobili rimasti alberghi, hanno dimostrato che avevamo ragione nel ritenerla una scelta inutile, la nuova disciplina sulle cosiddette zone bianche, la monetizzazione degli standard, la demolizione di palazzo Sirena, la svendita del patrimonio immobiliare (Alento gas, reti gas, piscina), l’impoverimento del patrimonio arboreo della città. Oggi, dicevamo, una parte della maggioranza si sveglia e afferma che la creazione ex novo di un supermercato attraverso una variante puntuale non è il metodo idoneo per affrontare le scelte urbanistiche della città, ma ci domandiamo dove erano prima questi consiglieri e il Pd quando votavano senza colpo ferire quelle delibere?».
I consiglieri di maggioranza del Pd si sono incontrati sabato scorso e lo faranno di nuovo domani, ma per ora non commentano la sospensione di Luciani. «Se Luciani è stanco», aggiunge Di Renzo, «e ci può stare, decida la cosa che può aiutarlo a ritrovare la serenità, anche dimettendosi, se si vuole candidare alla Regione lo faccia con trasparenza, ma credo non sia corretto assentarsi per circa due mesi dalla funzione sindacale per una mera “riflessione” politica. I francavillesi hanno votato Luciani come sindaco e non la Buttari, assentarsi per tutto questo tempo dalla carica pubblica è una forzatura del tutto inappropriata ed una grave mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini». Mostra distacco dalla vicenda Daniele D'Amario di Forza Italia: «Sono problemi interni che non credo interessino i francavillesi. Piuttosto dicano ai cittadini che per la prossima estate è in arrivo la tassa di soggiorno dopo i rincari Tari». (l.z.)
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