«Città in ginocchio al primo nubifragio»

Francavilla, sottovia inondati dopo 30 minuti di pioggia. Le opposizioni: spesi tanti soldi per i concerti, non per la sicurezza
FRANCAVILLA. Il primo violento acquazzone d’agosto allaga i sottopassi ed è polemica. La bomba d’acqua che venerdì pomeriggio si è abbattuta su Francavilla ha colto tutti di sorpresa, mandando in tilt la viabilità. Nel giro di pochi minuti, la pioggia ha inondato i sottovia e tre auto sono rimaste bloccate: la prima, nel sottopasso di via Pola; un’altra in via della Rinascita e la terza in piazza Sant’Alfonso. La pioggia è arrivata all’improvviso e la squadra di protezione civile non era riuscita a transennarli in tempo.
«I segnalatori ai lati del ponte indicavano il livello dell’acqua presente nel sottovia ma probabilmente i conducenti non hanno valutato il rischio di restare impantanati e hanno azzardato» commenta Lorenzo Pirozzi, consigliere delegato alla protezione civile. «Nessuno ha corso il pericolo di annegare: nel punto più alto, il livello dell’acqua era di 50 centimetri. Gli occupanti delle auto sono scesi da soli: avevano l’acqua al ginocchio e non è stato necessario soccorrerli».
Disagi anche sulla statale adriatica. Su alcuni tratti, si è riversato un fiume d’acqua proveniente dalla collina, creando blocchi e rallentamenti al traffico soprattutto a nord, dove è già abitualmente intenso a causa della chiusura della variante Anas per lavori. Nel giro di mezzora l’emergenza è rientrata. Gli impianti di sollevamento hanno smaltito l’acqua e liberato i sottovia. Le auto impantanate sono state rimosse e, poco alla volta, la situazione è tornata alla normalità. L’accaduto riaccende però le proteste dell’opposizione. «Ci risiamo: la prima pioggia violenta e la città si inonda. Benissimo gli eventi programmati questa estate, con spese faraoniche che si aggirano intorno a 500mila euro, ma in questi quattro anni e mezzo perché l’amministrazione non ha fatto nulla per risolvere il problema degli allagamenti stradali e dei sottovia? Una parte dei soldi stanziati per gli eventi estivi, non era meglio utilizzarli per tentare di risolvere il problema allagamenti?» chiede il consigliere Franco Moroni (Forzia Italia), ricordando che nel 2011 aveva consegnato al Comune, «un progetto approvato e finanziato dalla Regione per la messa in sicurezza di sottopassi, per 80 mila euro. L’amministrazione doveva semplicemente integrare l’iter burocratico, incassare e avviare i lavori. Che fine hanno fatto questi soldi?».
«Francavilla deve dotarsi di uno studio idrogeologico che illustri interventi e strategie urbanistiche e ambientali da attuare, per metterla al riparo dai possibili rischi» rincara il consigliere del Pd, Stefano Di Renzo, che in qualità di presidente della commissione speciale territorio, a suo tempo, aveva presentato all'amministrazione un preventivo per uno studio idrogeologico che avrebbe dovuto redigere l'università di Brescia. «L'amministrazione ha ignorato per quasi un anno le mie sollecitazioni e da ultimo, in Consiglio comunale, mi è stato risposto che non ci sono fondi per lo studio idrogeologico. Mezzo milione di euro per 45 giorni di feste, sì; 40mila euro per pianificare il futuro della città, no».
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