Città piegata, sott’acqua la Protezione civile

Montesilvano. Confermata anche per oggi la chiusura delle scuole
MONTESILVANO. Ore 6. Dopo una notte di pioggia battente (200 millimetri caduti in 24 ore, a fronte una media di 70/80 di tutto il mese di novembre), la gran parte delle strade è un fiume in piena. Una raffica di chiamate converge sui volontari del soccorso. Anche la sede della Protezione civile è inondata. Alluvionata. Siamo in via Calabria, una delle traverse a mare afflitte dalla calamità che, periodicamente, devasta la città provocando immani disagi. A ogni ondata di maltempo, stesso copione.
Eppure proprio qui, in via Calabria, si è deciso di collocare la sede della Protezione civile, uno dei centri nevralgici per organizzare e indirizzare al meglio gli aiuti a chi più ne ha bisogno. E sono tanti. Tutte le strade che si diramano come una tela di ragno verso il mare sono inagibili. C’è bisogno di idrovore, mezzi per asciugare le strade. È una corsa contro il tempo per evitare che l’acqua entri nelle case che, in numerose abitazioni, a livello della linea d’asfalto, sono esposte a infiltrazioni per diversi centimetri e, in alcuni punti, per oltre mezzo metro. Scene già viste. Fogne che scoppiano, sottopassi impraticabili.
Nonostante le difficoltà, la macchina del soccorso entra a regime e rimarrà operativa per tutta la giornata. Pochi i momenti di tregua, dovuti più che altro al rallentamento delle precipitazioni. Ma i danni di una lunga notte di tempesta sono tutti sul campo. L’acqua scivola tra i vicoli stretti, assediati dal cemento. Via Calabria, sede della Protezione civile, è uno di questi. I locali sono inondati per una decina di centimetri. Danni e disagi si registrano un po’ ovunque, ma ci sarà tempo per fare un bilancio preciso di quel che è accaduto. Le fogne non reggono in via Lanciano, vicino alla chiesa di San Giovanni Bosco. Così lungo le vie L'Aquila, Cagliari, Martiri di Ungheria e nella zona di Villa Verrocchio. Tombini intasati non filtrano i reflui in via Livenza. La zona delle Naiadi è completamente inondata, sin dalle prime ore del mattino.
Sempre a Villa Verrocchio, un gruppo di residenti chiede aiuto perché è rimasto prigioniero in casa. Ci sono inquilini che non riescono a superare un muro d’acqua, alto fino a un metro, che forma invasi negli androni condominiali, scorre a cascata lungo le scale e s’insinua fin dentro gli appartamenti. L'acqua putrida penetra nei garage di via Lanciano e manda in rovina le scorte alimentari di altri residenti.
La pioggia non risparmia le auto in sosta nei giardini e quelle lasciate attorno alle residenze private. Il retropineta è una palude inaccessibile. Chi può, per necessità, riesce a muoversi solo infilandosi in una canoa.
Alle 15.15, in azione nella città, ci sono ancora undici pompe idrovore delle 15 in dotazione. Si lavora senza sosta in via Calabria, in viale Abruzzo, via Trentino. E ancora: lungo le vie Maremma, Liguria, Italica, Umbria come nel sottopasso di viale Europa. Altri tre mezzi per risucchiare acqua arrivano di rinforzo dall’Aquila e da Mosciano Sant’Angelo. Chiuso il lungomare tra via Marinelli e viale Europa, con i tre relativisottopassi. Resta vicino alla soglia d’allarme il fiume Saline, che per tutta la giornata è sotto continuo monitoraggio. Chiuso, e lo resterà anche oggi, il Palasport di via Senna.
A causa del persistere delle condizioni meteorologiche avverse, secondo l'avviso del Centro funzionale d'Abruzzo, l’amministrazione comunale fa sapere che è confermata anche per oggi la sospensione delle attività didattiche. Si raccomanda la massima prudenza e per le segnalazioni al Coc (centro operativo comunale) sono attivi i numeri 085.4481216 e 085.4481326.
Per tutta la giornata, sono stati a disposizione della città squadre di vigili urbani e della protezione civile, Croce Rossa, tecnici comunali, i vigili del fuoco di Montesilvano e Penne. Smottamenti si sono verificati su Strada della Fontana e in via Fonte delle More, movimenti franosi anche su via Fonte d’Olmo. Un altro smottamento sull’autostrada A14, all’altezza di Città Sant’Angelo. È un’emergenza sicuramente eccezionale, sottolinea il sindaco Francesco Maragno. Come altre se ne sono viste. E che si accumulano nel tempo, in un lungo elenco di danni e disagi, di cui la popolazione di Montesilvano paga dazio a generazioni di amministratori che, per decenni, hanno posto le condizioni di uno scempio inaccettabile.
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