Città Sant’Angelo, l’ex Aurum riparte dal vino abruzzese

CITTÀ SANT’ANGELO. L’ex Aurum di Città Sant’Angelo riparte dal vino abruzzese, portando lavoro ed economia sul territorio angolano e restituendo decoro a una struttura abbandonata da quasi un...
CITTÀ SANT’ANGELO. L’ex Aurum di Città Sant’Angelo riparte dal vino abruzzese, portando lavoro ed economia sul territorio angolano e restituendo decoro a una struttura abbandonata da quasi un decennio. Sarà inaugurato domani sera il nuovo store di Torri Cantine, costola di Rosarubra Group, un impianto di quasi quattro ettari, con tre capannoni, che diventerà un hub di smistamento per l’Europa e per tutti gli altri mercati, compresi quelli orientali particolarmente attenti al vino italiano. Ma non solo.
La struttura ospiterà eventi e potrà essere utilizzata dal Comune di Città Sant’Angelo per attività culturali. Il restyling e il rilancio dell’ex Aurum è frutto della collaborazione tra pubblico e privato che ha consentito, in circa cinque anni, di portare a un risultato che domani sarà visibile al pubblico, ma che è stato anticipato ieri alla stampa dal sindaco angolano Matteo Perazzetti e dal ceo di Rosarubra Group, Riccardo Iacobone, che hanno posto l’accento soprattutto sulla riqualificazione del territorio e sull’importante ricaduta occupazionale dell’ambiziosa iniziativa. Realizzare il progetto, infatti, non è stato semplice dal momento che si è dovuti passare attraverso una procedura di acquisizione dell’area lunga e complessa, a partire dalla trattativa con l’Ilva di Saronno, così come è stato considerevole l’impegno economico. Ma oggi il risultato ripaga di ogni sforzo.
«Questo è un luogo simbolo per gli abruzzesi sin dagli anni ’80», ha evidenziato Iacobone, «e all’epoca chi passava qui davanti non poteva che rimanere affascinato dalla sua architettura futuristica: a distanza di oltre 40 anni, la struttura ha conservato tutto il suo fascino. L’idea di trasformarla in un crocevia di riferimento collettivo era suggestiva», ha aggiunto, «è nata quasi per caso in un incontro con il sindaco, ma poi l’abbiamo concretizzata in meno di un lustro. In questa location c’è tanto e di più, senza dimenticare che il punto centrale è rappresentato dal vino: sintetizzando, è possibile acquistare direttamente dal produttore vino di qualità, Dop e biologico anche sfuso».
Soddisfatto Perazzetti. «Siamo orgogliosi di donare alla cittadinanza questa nuova perla enogastronomica per Città Sant’Angelo, una struttura che per troppi anni ha visto uno stato di degrado e che oggi è stata finalmente riqualificata. Costituirà un importante biglietto da visita per la nostra città portando visitatori e ospiti da tutto il mondo. Si tratta di un progetto nato informalmente nel 2019 che grazie a una costante interlocuzione tra ente e imprenditori siamo riusciti a realizzare. Un punto di riferimento per la regione, un punto di ritrovo per la comunità e un’eccellenza vitivinicola italiana».

