Città Sant’Angelo, negozianti scettici sulla carta-sconti

16 Aprile 2021

CITTA’ SANT’ANGELO . L'arrivo dell'estate come àncora di salvezza per il commercio. Dopo un inverno fatto di oltre 3 mesi di zona rossa, aperture a singhiozzo e crollo del fatturato, gli esercenti di...

CITTA’ SANT’ANGELO . L'arrivo dell'estate come àncora di salvezza per il commercio. Dopo un inverno fatto di oltre 3 mesi di zona rossa, aperture a singhiozzo e crollo del fatturato, gli esercenti di Città Sant'Angelo confidano nella bella stagione per dare nuova linfa all'economia. «L'anno scorso il movimento estivo ci ha aiutato molto, speriamo possa ripetersi», spiega Carmela Savini, titolare di un negozio di abbigliamento nel centro storico e rappresentante della categoria.
«Purtroppo non abbiamo avuto aiuti, né dal governo né dalla Regione. Ognuno di noi ha cercato di inventare qualcosa per andare avanti: alcuni, come me, hanno provato con la vendita online, ma non è la stessa cosa». Qualche settimana fa il Comune angolano ha lanciato una card, con sconti e convenzioni, proprio per cercare di richiamare i turisti. Sul punto gli stessi commercianti però sono piuttosto cauti: «Stiamo pensando di organizzare un incontro con l'amministrazione per capire meglio come intende sviluppare l'iniziativa», dice la rappresentante. «Ben venga il turismo, ma a mio avviso ancor prima bisogna tutelare e incentivare i cittadini angolani, che in questi mesi ci hanno dato una mano, comprando nei nostri negozi e facendo girare quel minimo di economia. Fare sconti dopo un anno e mezzo così non è semplice, ma se proprio devo vorrei aiutare in primis i residenti. Spero che possa esserci almeno un'estensione della card». E sempre a proposito di turismo, spiega: «Per portare persone nel centro storico servono ristoranti e vita notturna, come accadeva vent'anni fa. Attualmente sia come ristorazione che come strutture ricettive siamo carenti: lo dimostra il fatto che anche chi viene per visitare la nostra città alla fine è quasi obbligato ad andare a pernottare altrove». Prima di questo però, bisogna pensare all'immediato: «Dopo la zona rossa, le chiusure a Natale e a Pasqua, non possiamo più permetterci di fermarci. Lavorare a singhiozzo abbiamo visto che non è possibile. Devono darci la possibilità di rimanere aperti, con tutte le precauzioni del caso, ma operativi. Fin qui tutti siamo riusciti a reggere l'urto, ma se dopo l'estate le cose dovessero nuovamente peggiorare», fa gli scongiuri, «in molti rischierebbero di saltare».