Città Sant’Angelo prepara la mappa anti-emergenze

24 Ottobre 2019

Vertice in Comune, Perazzetti incontra i responsabili della Protezione civile  In caso di calamità gli sfollati saranno ospitati nei palazzetti e al campo sportivo  

CITTÀ SANT’ANGELO. Terremoti, incendi, esondazioni e qualunque altro tipo di calamità naturale possa abbattersi su una cittadina che conta 15mila residenti, una estensione di 62 km quadrati e 23 frazioni. Il Comune di Città Sant’Angelo si prepara ad affrontare ogni tipo di emergenza provocata da fattori naturali che potrebbero toccare un territorio, come quello angolano, che comunque «non è» registrato nelle mappe come «zona sismica».
Ieri mattina, nelle sale del municipio, il sindaco Matteo Perazzetti ha presieduto una riunione per l’aggiornamento e il rinnovo del piano di sicurezza del territorio con i responsabili della Protezione civile del Modavi, della Croce Angolana e altre associazioni del soccorso della zona. Al fianco del sindaco il comandante dei carabinieri Camillo Renzetti e della polizia municipale Luca Marzuoli, i tecnici comunali.
Il piano da rivedere e riadeguare alle normative vigenti «è quello stilato nel 2017», spiega il primo cittadino, «abbiamo intanto individuato le location dei futuri Coc» (Centri operativi comunali) che coordineranno le emergenze in corso, «uno sarà aperto, come sempre avviene, nella sede della polizia municipale e l’altro, con ogni probabilità ma l’ipotesi è ancora da definire, in una scuola di Madonna della Pace». Le scuole sicure sono una priorità per il sindaco: «Abbiamo richiesto tutti i piani di sicurezza di ogni singolo istituto scolastico» e c’è già la certezza che, nell’immediatezza di qualunque emergenza, gli sfollati saranno dirottati «nei palazzetti dello sport, al campo sportivo e stiamo visionando ampie zone antistanti e prospicienti la marina, la costa e la zona di Piano di Sacco» dove gli spazi potrebbero contenere un numero imponente di folle da evacuare dalle abitazioni, in caso di rischio.
Perazzetti rivela anche una curiosità e cioè che le emergenze che riguardano un territorio collinare come Città Sant’Angelo, «che non rientra nella fascia sismica», non sono solo quelle di «un eventuale terremoto, incendi, straripamenti, neve e uragani, ma anche problematiche legate ai vulcani» qualora l’emergenza si sviluppasse in regioni particolarmente a rischio e si ripercuotesse, in termini di aiuti, in altre regioni italiane. Di qui sarebbe necessario anche il coinvolgimento dell’Abruzzo. Per questa ragione, Città Sant’Angelo allarga il tiro del piano di sicurezza con la Protezione civile. Perazzetti, 38 anni, di recente nomina all’interno del direttivo regionale dell’Anci (Associazione nazionale comuni italiani) e sindaco di uno dei borghi più belli d’Italia, annuncia anche che «stiamo lavorando sul piano regolatore generale che sarà basato sullo stop al consumo del suolo e via libera ai corridoi verdi».