Città Sant’Angelo si divide sulla Nuova Pescara

17 Agosto 2018

Savini (Commercianti artigiani angolani): penalizzerebbe il nostro centro storico Galli favorevole: dobbiamo fare sistema, bisogna entrare nell’area metropolitana

CITTÀ SANT’ANGELO. «Unire Città Sant’Angelo a Pescara? Nessuno di noi è d’accordo». A parlare è Maria Carmela Savini, presidente dell’associazione Commercianti Artigiani Angolani. L’ipotesi di unire il comune angolano alla nuova Pescara, l’Ente che nascerà nel 2022 dall’unione del capoluogo con Montesilvano e Spoltore, divide dunque la città: se buona parte della politica è possibilista, anche in attesa di vedere la nuova macchina amministrativa all’opera, gli esercenti iscritti all’Acaa appaiono nettamente contrari. «Anche se non posso presentare una posizione ufficiale dell’associazione rispetto a un’ipotesi che al momento non abbiamo avuto la possibilità di valutare concretamente», prosegue Savini, «tra di noi prevale lo scetticismo. Ci sono troppe incognite, il nostro timore è che penalizzerebbe il centro storico, che già adesso soffre perché è troppo decentrato rispetto ai grandi centri che si trovano sulla costa». Anche la distanza, seppur relativa, con le arterie principali della viabilità a scorrimento veloce caratterizza il destino del Borgo in questo momento storico. «Togliendo il Comune, impoveriremmo ulteriormente il paesino bello da vedere ma dove le persone non vengono, soprattutto una volta finito il periodo turistico», conclude la presidente dell’associazione. La posizione dell'Acaa è condivisa da Roberto Ruggieri, consigliere comunale: Ruggieri ricorda che Città Sant'Angelo ha «un territorio vastissimo» con «tantissime peculiarità che rischierebbero di scomparire nella vastità dell’operazione». L’ex assessore provinciale sottolinea inoltre il suo «rispetto per i cittadini dei tre Comuni, che attraverso un referendum hanno scelto questa fusione», ma «all’idea di inserire anche Città Sant’Angelo rispondo con una serie di domande» su argomenti «quali il Prg, i trasporti locali, il commercio e il turismo». Tra i sostenitori del sì all'unione con la nuova Pescara il più convinto è invece Franco Galli, presidente del consiglio comunale oltreché consigliere provinciale in carica. Se nascerà effettivamente la Nuova Pescara, sostiene Galli, Città Sant’Angelo e Cappelle sul Tavo non potranno restarne fuori: diventerebbero dei comuni isolati. «È necessario chiudere il cerchio dell’area metropolitana», ricorda, «Città Sant’Angelo non potrebbe fare sistema con gli altri Comuni dell’area vestina, che sono troppo piccoli e distanti. Abbiamo anche l’opportunità e la fortuna di poterci aggiungere dopo, e vedere dunque cosa succede e quali vantaggi e svantaggi si presentano. Ma, al momento, io dico che dobbiamo essere dentro: non possiamo restare isolati».
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