Classe fantasma, lettera al ministro

2 Ottobre 2020

Genitori su tutte le furie al liceo D’Ascanio: la quinta c’è, ma sulla carta non esiste

MONTESILVANO. Sono in 19, ogni mattina si recano in via Polacchi per frequentare le loro lezioni, hanno gli stessi insegnanti degli anni precedenti, ma in realtà la loro classe non esiste. È l’anomala situazione che in questi primi giorni di scuola stanno vivendo gli studenti della quinta G del liceo scientifico D’Ascanio, classe cancellata da un anno all’altro e senza apparente motivo dall’elenco dell’indirizzo scienze applicate dell’istituto.
Un caso esploso una decina di giorni fa, ma che in un primo momento sembrava risolto. E invece la classe è tuttora “fantasma”. Tutto ha avuto inizio a luglio quando la scuola diretta da Danila De Angelis si è resa conto che sul portale Sidi, contenente tutte le informazioni relative al numero di studenti e di classi, erano indicate solo quattro delle cinque quinte previste, nonostante il numero di alunni fosse rimasto invariato. Pensando a un mero errore di compilazione digitale, l’istituto si è attivato con una serie di email inviate all’ufficio scolastico provinciale, ottenendo risposta solo il 26 agosto. Nella nota, tuttavia, si evidenziava che il liceo non veniva autorizzato allo sdoppiamento della classe, che in realtà non era mai stato chiesto. Una delegazione di studenti e genitori si è quindi recata all’ufficio scolastico provinciale, ricevendo poi la rassicurazione dalla preside che tutto era stato risolto, come comunicato dall’ambito territoriale. Gli studenti sono, quindi, tornati in classe senza sapere tuttavia che una nuova bufera li avrebbe coinvolti.
«Ci siamo resi conto», spiega De Angelis, «che in realtà non c’era stato il ripristino dell’organico per la quinta G, ma semplicemente l’assegnazione di un organico Covid. Eppure questi insegnanti possono essere impiegati solo in caso di sdoppiamento delle classi. Nell'ipotesi di un nuovo lockdown, infatti, devono essere licenziati per cui gli studenti resterebbero senza insegnanti». È per questa ragione che la preside ha assegnato alla classe gli stessi insegnanti dell’anno precedente, smistando il personale Covid in diverse classi dell’istituto. «C'è poi un altro problema. Una volta arrivati agli esami, non esistendo la classe, gli alunni dovrebbero essere smistati, a gruppi di 4/5, in altre classi. Questo però creerebbe una disparità di trattamento dal momento che gli studenti, secondo la normativa, hanno il diritto di poter contare su membri interni».
La dirigente rivela di aver sollecitato un incontro all’ufficio scolastico provinciale. «È una situazione davvero anomala di cui non riesco a comprenderne le ragioni», rimarca De Angelis, «stiamo facendo tutto il possibile, come scuola, per trovare una soluzione e siamo fiduciosi».
Decisamente più agguerriti appaiono genitori e studenti che hanno deciso di rivolgersi a un legale per sollecitare un incontro con tutti gli enti coinvolti. Attraverso una nota dell’avvocato Sandro Di Minco, indirizzata anche al ministro dell’Istruzione Azzolina, chiedono un incontro con i responsabili degli uffici scolastici provinciale e regionale, con la dirigente del liceo e con il presidente della Provincia. «Genitori e ragazzi sono molto indignati e rammaricati», si legge nella lettera, «perché nonostante abbiano adempiuto a tutti i loro obblighi – iscrivendosi alla scuola, pagando le tasse e il contributo volontario richiesto – per ragioni del tutto oscure si trovano ad essere privati della loro classe».
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