Cleria uccisa dal marito, il processo a Chieti: figli e nipote parte civile

Femminicidio di Lettomanoppello: processo in Corte d’Assise ad Antonio Mancini accusato di aver ucciso la moglie Cleria Mancini sparandole due colpi di pistola
LETTOMANOPPELLO. Entrerà nel vivo il prossimo 30 settembre, quando verranno sentiti i testimoni del pm Giuliana Rana, il processo ad Antonio Mancini, il 70enne accusato di omicidio volontario aggravato per aver ucciso la moglie Cleria, sparandole due colpi di pistola il 9 ottobre del 2025 a Lettomanoppello, in provincia di Pescara. Oggi la Corte d'Assise di Chieti ha ammesso le prove fissando l'udienza di istruttoria dibattimentale. La difesa, con l'avvocato Alessandra Supino, ha annunciato che produrrà una consulenza psichiatrica sul proprio assistito affidata al professor Massimo Di Giannantonio. All'esito della consulenza la Corte, presidente Guido Campli, giudice a latere Luca De Ninis, deciderà se disporre o meno una perizia che accerti la capacità di intendere e di volere di Mancini al momento del fatto, richiesta questa ribadita anche oggi dall'avvocato Supino. Oggi è stata inoltre formalizzata la costituzione di parte civile dei due figli e dei nipoti della vittima assistiti dall'avvocato Giuseppina D'Angelo. Mancini, che è in carcere e che era presente in aula, è accusato anche di aver minacciato un uomo, sempre con l'arma, dentro un bar, e poi le persone presenti in un ristorante di Turrivalignani, dove si era recato subito dopo l'omicidio, sparando altri tre colpi in aria e uno contro l'auto dell'uomo che lo aveva spinto allontanandolo, e che lui aveva inseguito; infine è accusato di resistenza a pubblico ufficiale nei confronti dei carabinieri che quel giorno gli intimarono ripetutamente di "buttare la pistola".

