Clima pazzo e malanni dei bimbi Pienone nel reparto di Pediatria

Dopo l’emergenza bronchiolite tra i piccoli fino a 2 anni, in agguato gastroenteriti e altre infezioni Il primario Aricò: «Al momento riusciamo comunque a gestire i ricoveri, senza trasferire i pazienti»
PESCARA. «Siamo ai titoli di coda delle epidemie stagionali. Nel nostro reparto abbiamo ancora bambini con insufficienza respiratoria da bronchiolite, ma sono pochi rispetto ai numeri delle scorse settimane. Ci sono piccoli pazienti che hanno contratto delle infezioni e altri che hanno avuto crisi convulsive febbrili. Un quadro generale che fa parte del panorama sanitario dei bambini e delle famiglie del territorio». A riferirlo è Maurizio Aricò, direttore dell’unità operativa complessa di Pediatria dell’ospedale di Pescara, che fa il punto della situazione sui malanni più comuni nei bambini, al termine di una stagione invernale caratterizzata da un clima altalenante e mediamente caldo.
«Abbiamo sedici posti letto in degenza ordinaria più tre posti letto di terapia sub intensiva, al momento pieni. Riusciamo comunque a gestire bene i ricoveri, senza trasferire pazienti in altre strutture», precisa Aricò.
«La stagione primaverile porterà gradualmente a una diminuzione di bronchioliti. Per ora abbiamo ancora due o tre casi. I più colpiti sono tendenzialmente i piccoli da 0 a 2 anni, anche se normalmente la fascia più interessata da questi problemi respiratori è quella da 0 a 1 anno. Il Covid ha sovvertito i ritmi usuali negli ultimi anni, ma ora la situazione è sotto controllo. Solitamente il picco della bronchiolite si registra tra novembre e gennaio, ma le condizioni meteorologiche hanno scombinato i piani».
In pratica, questo è un periodo di transizione, in cui nel reparto di Pediatria vengono gradualmente dimessi i bambini con insufficienza respiratoria, ma arrivano quelli che contraggono altre infezioni.
Il direttore del reparto suggerisce alle mamme di non coprire troppo i propri figli, o meglio di vestirli utilizzando il buon senso e il proprio istinto. «In caso di febbre o raffreddore», dice Aricò, «bisogna controllare se il piccolo fa la pipì e se respira bene. In caso contrario si consiglia di portarlo in ospedale». E intanto, con l’ulteriore aumento delle temperature, il primario avverte: «Con i primi caldi arriverà la gastroenterite». (s.d.v.)

