Club nautico, riconfermato Di Bartolomeo

19 Aprile 2015

Il ribaltone non riesce: al voto anticipato il presidente uscente batte sul filo di lana l’avvocato Nicolaj

PESCARA. È ancora il velista Riccardo Di Bartolomeo il presidente del club nautico di Pescara che ieri, con 47 voti contro i 46 raccolti dalla sfidante, l’avvocato Elvira Nicolaj, ha riconfermato sul filo di lana il suo ruolo nell’associazione fondata nel 1961. Un esito (95 votanti su 175 iscritti, una scheda nulla e una di dubbia interpretazione con lo spoglio andato avanti fino a tardi) che oltre a riconfermare il presidente, ha riproposto anche la spaccatura che ha portato il club alle elezioni anticipate di ieri, dopo le recenti dimissioni di sei su nove componenti del direttivo a un anno e mezzo (il mandato dura tre anni) dall’insediamento di Di Bartolomeo.

Una gestione che, come ha ribadito Di Bartolomeo nella relazione precedente alle votazioni di ieri, è stata finalizzata a rimettere in sesto il bilancio, che registrava 70 mila euro di perdite, e a recuperare le quote dei morosi e i nuovi iscritti saliti oggi da 130 a 175, puntando tutto sulla scuola vela per bambini che oggi ne raccoglie 480, ma anche su eventi e spending review che ha portato il club a rinunciare alla segreteria professionale. «Così abbiamo risparmiato 30 mila euro», spiega Di Bartolomeo, «mentre la quota una tantum chiesta all’assemblea dei soci nel 2013 ci ha portato 30mila euro in più nelle casse a cui si sono aggiunti i 26 mila ottenuti dall’attività di sponsoring. È un bilancio inattaccabile», va avanti, «che dimostra il lavoro fatto in questi mesi, come in un’azienda».

Una gestione finalizzata a rimettere in contatto l’associazione con la città ma che evidentemente non è piaciuta a una parte degli iscritti che con la mossa delle dimissioni dei 6 componenti del direttivo hanno provato un ribaltone che alla fine non è riuscito.

«Non ho fatto alcuna campagna elettorale per queste nuove elezioni, a differenza degli altri che hanno riportato a votare gente mai vista. Ma va bene così. Il club ora è gestibile, il mio progetto lo conoscono, siamo a metà del percorso. La strada», conclude, «è soltanto una: la scuola vela per bambini. Il club può rinascere solo con i bambini». (s.d.l.)

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