Cocaina alla “Pescara bene”, ora sono 14 a processo

Droga a fiumi tra professionisti e imprenditori che si rifornivano da un gruppo con due albanesi a capo.
PESCARA
Per l’operazione denominata “Mare Magnum” condotta dai carabinieri del Nor su un vasto giro di droga, in particolare cocaina, si chiude la fase preliminare davanti al gup Anna Fortieri. Il giudice nell’udienza di ieri ha definito tre patteggiamenti e 14 rinvii a giudizio per i quali il dibattimento inizierà l’11 marzo prossimo davanti al giudice monocratico Gianluca Sarandrea.
A DICEMBRE SCORSO 16 ARRESTI
Si tratta di una delle più articolate inchieste sulla diffusione della cocaina in città, e in particolare per i così detti appartenenti alla “Pescara bene” che portò all’arresto di 16 persone a dicembre dello scorso anno (una inchiesta nata con l’allora pm Luca Sciarretta, poi passata nelle mani del collega Gennaro Varone dopo il suo trasferimento in Cassazione). Una organizzazione ben strutturata al cui apice, secondo le indagini, figurano due albanesi che ieri hanno patteggiato: Elidon Ngjela (4 anni e 2 mesi di reclusione), difeso da Nello Di Sabatino, e Hergys Myrtaj (3 anni e 1 mese), assistito da Rocco Di Sipio. L’altro personaggio di spicco, anche lui albanese, Kevi Kereci, è stato invece rinviato a giudizio insieme a Roberto Martelli, Lorenzo Creati, Clorinda Bevilacqua, Francesco Cardia, Alessandro Sammassimo, Roberto Damasco, Manuele Sagazio, Davide Tiberii, Alan Balducci, Luca Cataldo, Massimo Cicolini, Ion Panta e Bruno Micomonico. Il terzo che ha patteggiato ieri è stato Stefano Piccari, imprenditore pescarese, che ha concordato con la procura 10 mesi e 10 giorni, pena sospesa.
I PATTEGGIAMENTI
Prima dell’udienza preliminare, invece, durante la fase istruttoria, hanno patteggiato la pena, uscendo quindi dal procedimento, Moreno Sagazio, Fioravante Spinelli, Bruno Creati, Antonio Tarroni (ex carabiniere a Napoli), Davide Di Pietrantonio, Aldo Martelli, Luigi Lepore, Sergio Morelli, Emilio Galiero, Roberto Fioravanti.
I CONSUMATORI
Come si vede una struttura complessa, coordinata, come detto, dagli albanesi, che ha finito per coinvolgere un centinaio di consumatori (non indagati) fra cui numerosi ristoratori, imprenditori, professionisti, commercianti, gioiellieri, rivenditori di vini, personaggi anche piuttosto noti in città: da qui il nome dato all'operazione, “Mare Magnum”, a significare l’ampia portata del giro di cocaina accertata dai militari in città. Una novantina di personaggi, così detti vip, che furono costretti a sfilare davanti ai carabinieri per essere ascoltati su chi li riforniva, come e quante volte. Fra questi, imprenditori di vario genere, e poi avvocati, medici, titolari di ristoranti storici della città che fungevano da “intermediari” tra gli spacciatori e “vip” pescaresi concludevano le serate a tavola spesso con la cocaina che gli stessi ristoratori gli procuravano dietro loro richiesta. E poi ancora il titolare di una gelateria che acquistava in gruppo con l’ex titolare di una vineria; anche i gestori di uno stabilimento balneare. È lo spaccato di un fenomeno di ampie proporzioni dove consumare soprattutto cocaina era diventato un modo di vivere il quotidiano.
PROFESSIONISTI SOTTO SCACCO
Personaggi insospettabili, attivi in vari settori della vita economica cittadina, che erano tenuti sotto scacco da un nutrito gruppo di spacciatori, sempre più organizzato, che condizionava la loro vita a causa di questa dipendenza da cocaina. Professionisti che arrivavano a scontare le loro prestazioni lavorative (pratiche legali) in cambio di cocaina; rivenditori di gioielli e orologi che finivano per proporre loro ai rifornitori una via per “ripulire”, in un certo senso, i guadagni della droga. Uno scenario che adesso rivivrà davanti al giudice nel corso del dibattimento pubblico che dovrà portare alla sentenza finale a carico dei 14 imputati che hanno scelto il rito ordinario e quindi la via del processo.
IL COLLEGIO DIFENSIVO
Ampio il collegio difensivo che sarà impegnato nelle prossime udienze dibattimentali: sono gli avvocati Melania Navelli, Marco Di Giulio, Franco Perolino, Alfredo Forcillo, Enzo Di Lodovico, Marco Zanna, Manuel Sciolè, Antonio Massa, Pasquale D’Incecco e Alessandro Palucci. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

