«Cocaina e appalti truccati: non ero al corrente di nulla»

17 Giugno 2023

Masci: ho chiesto a Trisi se usasse droga, mi ha detto di no e gli ho creduto

PESCARA. Ha radunato accanto a sé tutti gli assessori nella sala giunta del Comune e ha raccontato la sua verità: «Sono sconcertato e attonito. Mai, mai e poi mai avrei potuto immaginare che un dirigente del Comune avesse una dipendenza da sostanze stupefacenti», ha esordito il sindaco Carlo Masci (Forza Italia) parlando dell’inchiesta su appalti, tangenti e cocaina con 4 arresti: il dirigente del settore Lavori pubblici Fabrizio Trisi, l’imprenditore Vincenzo De Leonibus e due presunti spacciatori, Vincenzo Ciarelli e Pino Mauro Marcaurelio. All’opposizione del Pd e M5S che, da lunedì scorso, non smette di invocare le dimissioni, Masci ha risposto che andrà avanti: «Non è mia abitudine», ha detto, «come principale responsabile del Comune, farmi da parte, il mio impegno è quello di ripartire al più presto con l’attività per rispetto dell’intera collettività». Una conferenza stampa interrotta dalla protesta del Pd e M5S e finita tra le grida.
LE VOCI GIRANO «Venerdì scorso mi è giunta voce che Trisi consumasse droga», ha detto Masci. Quel venerdì 9 giugno era il giorno del consiglio comunale sulla sede unica della Regione Abruzzo nell’area di risulta: una maratona dalle ore 20 fino all’una di notte. «Il giorno dopo, sabato, ho chiesto a Trisi se fosse vero e mi ha detto categoricamente di no». Nel colloquio con il sindaco, Trisi avrebbe detto che un padre di famiglia non fa uso di droga e che si sarebbe trattato di voci infondate. Ma, in quel momento, il dirigente aveva già preso la sua decisione: «Sempre sabato Trisi ha rassegnato le dimissioni e io le ho accettate: Trisi ha motivato le sue dimissioni dicendomi che non era più sereno e che c’era troppa tensione a causa delle indagini in corso. In quel momento è stato scisso il rapporto con il Comune e, poi, è stato sostituito con un altro dirigente, Giuliano Rossi».
POLEMICA IN AULA In una conferenza affollata di giornalisti e consiglieri di opposizione, con gli attivisti dei comitati cittadini tenuti fuori dal municipio e rimasti in piazza Italia a urlare “vergogna” e “dimissioni”, il sindaco ha assicurato che fino a quel venerdì non avrebbe mai pensato che Trisi consumasse cocaina, secondo le carte dell’indagine anche in ufficio e nell’auto del Comune: «Una situazione inimmaginabile», ha ripetuto Masci una, due, tre volte. E poi ha detto: «Per il mio stile di vita, non sono in grado di decodificare comportamenti di persone dipendenti da sostanze stupefacenti nel momento in cui si confrontano con me normalmente; l’ho chiesto anche ai miei assessori e tutti mi hanno risposto la stessa cosa», ha detto Masci, «non avrei mai immaginato: Trisi è una persona sanguigna, l’ho anche ripreso per i suoi modi ma il resto era impensabile».
APPALTI SOTTO ACCUSA Il sindaco ha spiegato perché, 4 anni fa, aveva puntato proprio su Trisi, architetto che non ha mai nascosto vicinanza a Forza Italia: «Nel 2019 aveva un curriculum, un’esperienza e una competenza che mi hanno portato a sceglierlo sulla base di una selezione pubblica». Secondo l’indagine “Tana delle tigri”, l’impresa De Leonibus aveva «una corsia preferenziale» per l’affidamento diretto dagli appalti, direttamente o tramite subappalto. «Sono certo, anche sul fronte degli appalti, che nessuno sapesse niente», ha dichiarato il sindaco. Masci ha sottolineato, poi, la divisione tra indirizzo politico e gestione amministrativa: «Io non sapevo quali appalti andavano alla ditta De Leonibus oppure quanti subappalti facesse perché non sono tenuto a interessarmi di quelle carte, anzi, io non posso interessarmi dell’assegnazione degli appalti. Quindi, io non sapevo se De Leonibus lavorava con il Comune di Pescara, quanto ci lavorava e se aveva dei subappalti e neanche i miei assessori, direttamente delegati, potevano saperlo». Una volta assegnati i lavori, però, le imprese vincitrici sono sotto gli occhi di tutti: sono citate nei documenti del Comune e anche sui cartelli all’ingresso dei cantieri.
FIDUCIA TRADITA Nonostante «la vicinanza per il dramma umano», il sindaco ha lanciato un messaggio tra le righe: «Io ho fiducia di tutti i dirigenti del Comune. Ad alcuni dirigenti, e non a Fabrizio Trisi, ho affidato un ruolo ulteriore di coordinamento strategico delle attività dei singoli settori». Ma il coinvolgimento di Trisi nell’indagine ha aperto una riflessione in Forza Italia visto che l’ormai ex dirigente era così vicino al partito da organizzare anche una cena elettorale? «Il partito non c’entra niente, è una vicenda che riguarda un dirigente e dipendenti del Comune», ha risposto Masci.
«AVANTI CON I LAVORI» Il sindaco ha garantito che l’arresto di Trisi non provocherà ripercussioni con lo stop dei cantieri in città. Nei mesi scorsi, Masci aveva annunciato il via a 100 milioni di lavori finanziati dal Pnrr: «Abbiamo da subito pensato alla salvaguardia dell’ente, attivando tutte le misure di sicurezza e predisponendoci alla continuità dei lavori, che sono tanti, relativi ai numerosi progetti in campo. Pescara non merita questa situazione e ci impegneremo il doppio affinché si faccia quello di cui la città ha bisogno: il Comune ha risorse, forza e capacità di portare avanti le attività superando le situazioni difficili».