Cocciniglia, 4mila pini a rischio. Barba alla carica: «Gli alberi vanno curati»

24 Agosto 2026

L’ex consigliera torna a sollecitare un intervento massiccio per evitare gli abbattimenti. Di Stefano (Pd): «I numeri sui trattamenti non trovano riscontro». L’assessore Santilli: «Stiamo lavorando»

PESCARA. La cocciniglia, parassita che provoca un indebolimento delle piante, sta attaccando i pini domestici, 4200 per l’esattezza. E in diverse aree della città, da Porta Nuova alla zona di San Giuseppe in particolare, l’unica arma rimasta per sconfiggere l’insetto sembra essere quella dell’abbattimento. Nei giorni scorsi l’ex consigliera comunale Simona Barba, referente dell’associazione “Radici in Comune”, ha sollecitato una «programmazione adeguata, considerando il ciclo vitale del parassita: 3-4 generazioni all’anno e ogni femmina, ogni volta che depone le uova, ne fa mille, quindi almeno per quattro volte l’anno. Bisognerebbe effettuare le cure contemporaneamente per gli oltre 4mila pini domestici presenti in città, ripetendo il trattamento ogni nove mesi, affinché l’infestazione non vada fuori controllo», precisa Barba. E chiede all’amministrazione Masci di diffondere i dati sul numero degli alberi trattati dal 2021 (anno del decreto ministeriale che impone la cura) fino ad oggi.

La stessa richiesta specifica e non solo per i pini domestici attaccati dalla cocciniglia, è stata avanzata a inizio estate, in Commissione, dalla consigliera comunale Pd Michela Di Stefano (Pd). «Ebbene, la relazione ricevuta manca di dettagli qualitativi e conferma che non c’è un piano ben definito», sottolinea la consigliera Dem. «In sostanza dovremmo creare in città un ambiente favorevole agli alberi e non ostile. Serve programmazione, perché sostituire il vecchio patrimonio arboreo con piccole e giovani piante non risolve il problema», dice ancora Barba. E insiste sulla «necessità di avere contezza dei trattamenti eseguiti. Le informazioni parziali ricevute fino a quando ero ancora in Consiglio non aiutano. Viene fuori che un anno sono stati curati 400 pini, un altro anno nessuno, un altro anno ancora qualche altro centinaio. Cure completamente inutili, soldi buttati, perché, appunto, bisogna trattare le 4.000 piante nello stesso momento. E questo è possibile, perché gli stessi tecnici ci hanno dimostrato che basta dividere la città in quadranti e organizzare diverse squadre, in modo che tutti gli alberi vengano curati nello stesso periodo».

Dalla relazione inviata alla Regione e alla consigliera Di Stefano si evince che le cure sono in atto, ma ci sono dei vuoti nelle annate. In pratica, dal 2021 il Comune ha avviato la difesa fitosanitaria contro la cocciniglia e le misure di contrasto proseguono. «Attualmente», si legge nella relazione, «è in atto un appalto con cui l’ente prevede di eseguire 1.300 endoterapici ed è stato elaborato un piano di difesa per trattare la restante parte del patrimonio di pino domestico». Dagli elaborati riferiti alle annate, però, è possibile notare la frammentazione degli interventi: non c’è la continuità sollecitata. Afferma la consigliera Di Stefano: «Ho presentato una richiesta di accesso agli atti per ottenere i dati completi sullo stato dell'infestazione e sugli interventi effettuati. La risposta del settore Ambiente e Territorio, protocollata il 19 giugno scorso, conferma che dal 2021 a oggi sono stati eseguiti oltre 4.000 interventi di endoterapia su tutto il territorio cittadino. Ma incrociando gli atti con delibere e determine emergono delle criticità. Sono stati stanziati oltre 200mila euro, ma solo 5mila per l’endoterapia e non per la cocciniglia. Gli interventi indicati non trovano dunque riscontro. La situazione è grave, perché di pini morenti a causa della cocciniglia siamo ormai circondati. L’amministrazione comunale deve dunque chiarire cosa intende fare».

L’assessore Santilli chiarisce: «Non siamo mai rimasti fermi. Il problema della cocciniglia, complesso, non può essere considerato in maniera isolata. Sugli alberi incidono periodi di siccità e gli effetti del cambiamento climatico. Stiamo affrontando la questione anche mediante interlocuzioni con la Regione e molte della azioni messe in atto per la tutela del patrimonio arboreo saranno concluse entro l’anno».

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