Cocco, fatale il colpo con la sedia Confermata la versione del figlio

9 Giugno 2020

Dall’autopsia è emerso che il 74enne ha picchiato il figlio Massimo intervenuto per difendere la madre Al contrario, non ci sarebbe stato nessun accanimento da parte del 47enne nei confronti del genitore

PESCARA. Cesidio Cocco, 74 anni, l'ex muratore di Brittoli ucciso sabato scorso nella sua casa dal figlio Massimo che stava cercando di salvare la madre, Cleonice Di Sano, 66 anni, dall'aggressione del marito, è morto per un trauma cranico emorragico. Nessuna lesione interna, dunque, come si sospettava, visti i colpi sul volto della vittima, esaminati nel corso di una prima ricognizione del corpo: colpi che sembravano non compatibili con la morte. Ma il risultato dell’autopsia, eseguita nel pomeriggio di ieri dall’anatomopatologo Ildo Polidoro (che ha eseguito l'esame con il collega Cristian D'Ovidio in rappresentanza dell'indagato) nominato dalla procura, non lascia dubbi sulla causa della morte. Un solo colpo sulla testa, nella parte anteriore, inferto, come è stato detto sin dall'inizio, con una sedia dal figlio Massimo che era intervenuto per salvare la madre, allo stremo sotto i violenti colpi del marito.
Un esame autoptico che dovrebbe essere piuttosto utile al pm Andrea Papalia che coordina le indagini dei carabinieri, per due ordini di motivi. Il primo è che si è trattato di un solo colpo alla testa, e quindi non c'è stato nessun accanimento sulla vittima da parte di Massimo, indagato per omicidio con l’aggravante del rapporto di parentela. Il secondo punto importante per l’inchiesta è che dagli evidenti segni presenti sulle mani della vittima, quest’ultimo avrebbe avuto un ruolo molto attivo nella colluttazione che sarebbe nata dopo l’intervento del figlio, accorso in aiuto della madre. Mani con segni inequivocabili di violenti colpi inflitti al figlio, costretto anche lui, come la madre, a far ricorso alle cure dei sanitari dell’ospedale. E l’esame autoptico conferma in sostanza la ricostruzione fatta a caldo da Massimo Cocco durante l’interrogatorio cui è stato sottoposto sabato scorso, subito dopo l’omicidio, nella caserma dei carabinieri alla presenza del pm Papalia e del suo legale di fiducia, Cinzia Marganella. Massimo sarebbe entrato in casa mentre la madre gridava e il padre stava cercando di farla uscire da sotto il tavolo dove si era rifugiata per sfuggire alla violenta aggressione del marito. L’ingresso del figlio avrebbe distolto l'attenzione della vittima dalla moglie, spostandola sul figlio, con il quale i rapporti erano da tempo incrinati. Massimo sarebbe stato aggredito dal padre che voleva forse eliminare quella intrusione, mentre la moglie era già una maschera di sangue. La colluttazione tra padre e figlio sarebbe stata piuttosto cruenta, vista anche l'energia dell’ex muratore di Brittoli che è stata evidenziata anche dall’autopsia: un uomo di 74 anni, ma con un fisico asciutto e nervoso.
La scena sconvolgente che si è presentata a Massimo, è un altro elemento che potrebbe segnare un punto in favore dell'indagato: sangue dappertutto. Un’aggressione, quella di Cesidio alla moglie Cleonice, che sarebbe iniziata in cucina e finita nella sala da pranzo, con la donna massacrata di botte dal marito. Adesso bisognerà attendere la decisione del pm Papalia e capire se confermerà quella assunta dall'inizio, e cioè di ritenere credibile il racconto dell’indagato, valutando la causa di giustificazione: una sorta di legittima difesa, che ha fatto sì che Massimo Cocco rimanesse, fino a oggi, a piede libero.
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