Code di utenti e ressa al distretto sanitario per l’esenzione ticket

Parapiglia in strada, tanti sono malati o disabili Si ripete il solito copione con l’arrivo dei carabinieri
MONTESILVANO. Le attese interminabili sotto il sole o la pioggia, poi la ressa e gli spintoni che in alcuni casi si trasformano addirittura in risse sedate solo con l’arrivo dei carabinieri. È così che una semplice procedura burocratica si trasforma in odissea per centinaia di utenti del distretto sanitario alle prese con il rinnovo dell’esenzione del ticket.
Una situazione di profondo disagio che va avanti ormai da anni all’ingresso della sede sanitaria, su corso Umberto, dove le pratiche per ottenere l’agevolazione, che può essere richiesta per patologia o per reddito, vengono accettate solo un pomeriggio a settimana (il martedì) e per un numero massimo di 90 utenti (60 per reddito e 30 per patologia).
Ed è proprio questa la ragione che induce gli utenti a cimentarsi in una vera e propria corsa al numeretto per evitare di veder slittare di una settimana la possibilità di raggiungere lo sportello. All’origine del problema, c’è il fatto che i numeri vengono consegnati solo all’apertura degli uffici, dopo le 15, e questo causa un grande caos, placato a volte dai carabinieri, com’è accaduto anche martedì scorso. Per questa ragione gli utenti, ormai da tempo, hanno iniziato ad autogestire la coda, affidando alla prima persona che arriva al mattino il compito di stilare una lista degli utenti successivi. Una procedura che, seppur utile a moderare la ressa al momento dell’apertura dello sportello, non evita tuttavia agli utenti di dover attendere per ore e all’aperto, sfidando il sole, la pioggia e, molto spesso, facendo i conti con la propria età o le proprie infermità.
A questo si aggiunge spesso il malcontento di chi non riconosce al primo arrivato l’autorità di gestire fila e numeretti scatenando liti anche molto accese e aumentando il senso di insofferenza degli utenti nei confronti del presidio sanitario dove finora nulla è mai stato fatto per cercare di risolvere il disagio. A lanciare un grido d’allarme attraverso le pagine del Centro, nei mesi scorsi, era stato un disabile all’85%, anche lui costretto a fare i conti con un’attesa lunga ed estenuante. «Essendo diabetico devo per forza mangiare e fare l’insulina», spiegava l’utente, «ma dopo aver mangiato in piedi un panino, mi sono vergognato di farmi la puntura davanti a tutti e in mezzo alla ressa. Ho, inoltre, problemi cardiaci e continui cali di pressione e assumo un farmaco che ha effetti diuretici ma non ci sono neanche i bagni aperti. Ditemi, cortesemente, se questa è una situazione da paese civile o da terzo mondo». Appello che naturalmente è caduto nel vuoto. Il malumore degli utenti corre anche sul web dove in molti martedì, dopo l’ennesimo intervento dei carabinieri, hanno protestato contro una situazione vergognosa.
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