«Coerente con la mia scelta e la professione»

26 Febbraio 2017

La testimonianza di un dottore con 40 anni di esperienza. Da Lanciano la gettonista a Vasto

PESCARA. Nel reparto di ginecologia di Vasto sono tutti obiettori di coscienza i medici che vi operano. La Asl deve inviare (e pagare) un medico apposta, più o meno ogni settimana, per poter garantire il servizio di interruzione volontaria di gravidanza (Ivg). Un caso-limite in Abruzzo del quale non è stato possibile parlare con i diretti interessati. Occorreva chiedere l’autorizzazione ufficiale al primario che fino a ieri sera non è stato possibile rintracciare al telefonino. D’altra parte sempre ieri sera nello stesso reparto i medici sono stati impegnati in un parto complicato che è durato più di due ore e mezza.

A Lanciano tuttavia si viene a sapere che il medico che va in soccorso ogni settimana di Vasto per il servizio di Ivg è una dottoressa – evidentemente non obiettore di coscienza– della stessa ginecologia dell’ospedale frentano.

La dottoressa deve organizzarsi con i turni dei colleghi e poi rendersi disponibile alla trasferta vastese. E’ lei la “gettonista”, così chiamata nell’ambiente forse in maniera un po’ troppo brutale, a cui è affidata lo svolgimento del servizio, considerato che a Vasto gli obiettori non lo possono assicurare. E’ a lei che si rivolge la Asl teatina per ottemperare a due diritti: quello dei medici obiettori di coscienza di astenersi dall’Ivg e quello delle donne di poter abortire. E sempre a Lanciano fanno notare come a Vasto l’anno scorso siano state circa 200 le interruzioni di gravidanza.

Ma come si comporta un ginecologo obiettore di coscienza davanti a una richiesta di Ivg? «Io ritengo che le donne siano da tutelare sempre al 110 per cento. Ma ogni medico ha il diritto e il dovere di essere coerente anche con se stesso. Per cui io sono sempre stato un obiettore di coscienza che non si è mai tirato indietro quando una donna era in pericolo di vita». Così risponde Vincenzo Palladoro, quarant'anni di esperienza alle spalle nell'Ospedale Santo Spirito di Pescara. Ha le idee chiare ed è sempre stato un convinto obiettore di coscienza. Non ritiene che la decisione di assumere al San Camillo di Roma, per un periodo di sei mesi di prova, medici dedicati all'interruzione di gravidanza, sia discriminante per la categoria dei ginecologi obiettori: «A patto che però poi rimangano non obiettori e la direzione si tenga in linea con quanto deciso, cioè licenziare o spostare in altro settore in caso di cambio di rotta dei neoassunti».

Il dottor Palladoro è in pensione da circa due anni e continua ad esercitare la professione privatamente: «In tutta la mia carriera professionale non ho mai voluto praticare l'aborto ma penso sia un diritto della donna scegliere, quindi ho sempre rispettato la libertà sancita dalla 194. Se ho potuto aiutare ho aiutato, ho dato consigli, ho cercato di andare incontro alle esigenze delle pazienti. Una volta mi è capitato di essere di turno in ospedale e dover rimediare ad una interruzione di gravidanza finita male e non ho esitato ad intervenire perché la donna era a rischio di morte. In altri casi ho diretto l'interessata verso medici non obiettori».

Daniela Peca