Coldiretti: «Crollano i consumi delle famiglie, è come 20 anni fa»

10 Giugno 2020

L’analisi si basa su dati Istat, in Abruzzo la spesa media mensile scende da 2.284 a 2.193 euro Il trend era già negativo dal 2018 al 2019, ma il periodo di lockdown ha fatto precipitare le cose

L'AQUILA. Un balzo indietro di vent'anni. Nel primo trimestre 2020 i consumi delle famiglie sono diminuiti del 4%, precipitando su valori comparabili a quelli dei primi anni 2000. In Abruzzo la spesa media mensile, per nucleo familiare, è scesa da 2.284 a 2.193 euro, con un crollo su tutte le voci relative ai consumi. L'analisi è di Coldiretti Abruzzo, sulla base dei dati Istat. Nella comparazione tra 2018 e 2019, la spesa per i prodotti alimentari e per le bevande analcoliche è passata da 461,82 euro nel a 419, 28. Ancora una contrazione. Diminuiscono i soldi in cassa e si spende sempre meno.
CROLLO DEI CONSUMI. Il crollo stimato è pari al 4%, da gennaio a marzo di quest'anno, secondo quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi alla spesa delle famiglie nel 2019. «Tendenze», spiega Coldiretti, «che evidenziano lo tsunami nei consumi provocato dall’emergenza coronavirus con la crisi di molte attività produttive che ha drasticamente ridotto le disponibilità economiche». Il lockdown ha avuto il suo peso. «Durante l’emergenza sanitaria», evidenzia Coldiretti, «sul piano nazionale è aumentato il peso dei consumi alimentari, che rappresentano la seconda voce di spesa nei budget delle famiglie dopo l’abitazione. È necessario fermare le speculazioni sui prezzi dei beni di prima necessità per difendere la capacità dei consumatori di rifornire le dispense di casa con cibo e bevande e garantire un giusto compenso agli agricoltori». Coldiretti invita «a garantire la stabilità dei prezzi lungo tutta la filiera, per bloccare ogni tentativo di speculazione».
LA SPESA IN ABRUZZO. La contrazione dei consumi è evidente anche in Abruzzo dove, «al contrario di quanto avvenuto a livello nazionale», sottolinea Coldiretti, «diminuiscono anche i consumi alimentari che passano dai poco più di 461 euro del 2018 ai 419 euro dello scorso anno, ma risultano comunque il principale capitolo di spesa delle famiglie abruzzesi dopo gli esborsi dovuti a bollette e affitti. Scende anche la spesa per le bevande alcoliche, da 44,90 euro a famiglia nel 2018 a 38,32 nel 2019, e per abbigliamento e calzature, da 101,09 nel 2018 a 100,29 lo scorso anno. In crescita solo tre capitoli di spesa: manutenzioni straordinarie (da 9,58 euro nel 2018 a 22,43 euro), servizi sanitari e spese per la salute (da 96,18 a 102,99 euro nel 2019) e i trasporti (da 239,25 euro nel 2018 a 286,59 euro nel 2019). Per abitazione, acqua, elettricità e gas le famiglie abruzzesi sono passate da una media mensile di spesa di 816,05 euro nel 2018, ai 778,81 dello scorso anno. La voce relativa alle comunicazioni ha subìto una leggera decrescita, da 51,35 ai 50,81 euro dello scorso anno. Si stringe la cinghia anche per attività ricreative, spettacoli e cultura: da 128,60 a 95,51 euro, oltre 30 euro mensili in meno. Fa riflettere, infine, il dato dell'istruzione: dai 14,62 euro del 2018, gli abruzzesi sono arrivati a spendere poco più di 8 euro al mese. Si rinuncia anche ad andare a mangiare fuori: da 88,83 euro di media, nel 2019 il valore è sceso a 86,03 euro.
CALMIERARE I PREZZI. Il timore espresso da Coldiretti è che, a causa dell'emergenza coronavirus, i prezzi possano schizzare alle stelle. Soprattutto per i beni di prima necessità. «È fondamentale calmierare i prezzi», il monito di Coldiretti, «per difendere la capacità di spesa delle famiglie e garantire un giusto compenso agli agricoltori. Le quotazioni riconosciute ai produttori, in molti settori, non coprono più neanche i costi e mettono a rischio il sistema agroalimentare: quasi 4 aziende agricole su 10, ben il 37%, ha registrato un deciso calo dell’attività. Molte filiere, anche in Abruzzo, versano in difficoltà».
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