Coldiretti: «Un piano per aiutare le cantine»

Vino, l’epidemia incide sugli ordini e il fatturato delle aziende. Scende in campo l’associazione
L'AQUILA. Una contrazione degli ordini superiore al 75%, con una previsione di perdita economica per l’anno in corso di circa 300mila euro ad azienda, di cui oltre 100mila relativi al periodo compreso tra febbraio ad aprile. Anche le giacenze in cantina fanno registrare numeri alti. Lo afferma Coldiretti Abruzzo, che ha svolto una indagine sullo stato delle cantine abruzzesi colpite dagli effetti del coronavirus.
«La situazione in Abruzzo è in linea con quella nazionale», sostiene Coldiretti, «secondo l’indagine Coldiretti/Ixé, in Italia quasi 4 cantine su 10, il 39%, registrano un deciso calo del fatturato con l’allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano. A pesare è la chiusura della ristorazione, con un forte calo delle esportazioni».
Le spedizioni nazionali di vino fuori dal confine hanno raggiunto nel 2019 i 6,4 miliardi di euro, il massimo di sempre, pari al 58% del fatturato totale.
«In Abruzzo», sottolinea Coldiretti, «il trend era fortemente in salita da diversi anni, facendo diventare il vino uno dei prodotti maggiormente rappresentativi della nostra economia. Le aziende sono in difficoltà, lo abbiamo già detto e lo ribadiamo. La mancanza di liquidità e di fatturato, il reperimento di manodopera e la difficoltà nella programmazione e nella gestione aziendale, insieme ai complessi rapporti con le banche e i problemi legati alla logistica, sono le criticità maggiori».
Dall’indagine, effettuata sulle principali cantine socie, emerge la forte preoccupazione dell’intero settore: le esigenze maggiormente segnalate riguardano l'esigenza di contributi a fondo perduto, anche volti al miglioramento della qualità, la posticipazione delle scadenze dei bandi in corso, snellimento della burocrazia, aiuti su finanziamenti con tassi tendenti allo zero, sostegno ai meccanismi di vendita, agevolazioni sull’acquisto dei beni primari in azienda, aiuti per aumentare le capienze di cantina in vista della prossima vendemmia. Per Coldiretti, che a livello nazionale è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti, «è necessario sostenere le esportazioni, con massicci investimenti e un piano straordinario di comunicazione sul vino».
Fondamentale, secondo l'associazione, sarebbe l'avvio del piano salva- vigneti, presentato al governo, con il quale, attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol disinfettante per usi sanitari. «La misura avrebbe», conclude Coldiretti, «l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive». Il piano della Coldiretti prevede anche la vendemmia verde su almeno 30.000 ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità. (m.p.)

