«Collaboriamo per superare i campanili»

In vista dell’Assemblea costitutiva della Nuova Pescara, D’Alfonso scrive ai sindaci e li invita a snellire da subito i servizi
MONTESILVANO. Collaborare e cooperare superando le divisioni territoriali e i campanili, per offrire servizi più rapidi ed efficaci ai cittadini delle tre città coinvolte nella fusione. È l’invito che il senatore, e ormai ex governatore d’Abruzzo Luciano D’Alfonso, rivolge ai sindaci di Pescara, Montesilvano e Spoltore nell’ambito dell’avvio delle fasi di attuazione della Nuova Pescara.
In vista del primo appuntamento previsto dalla legge, ossia l’istituzione dell’Assemblea costitutiva composta da tutti i consiglieri delle tre amministrazioni comunali, in programma per il 31 agosto, D’Alfonso ha inviato una lettera ai sindaci Marco Alessandrini, Francesco Maragno e Luciano Di Lorito, e ai presidenti dei consigli comunali Francesco Pagnanelli, Umberto Di Pasquale e Lucio Matricciani, per ricordare tutte le fasi previste dalla legge approvata lo scorso 7 agosto.
Non prima, però, di aver espresso alcune riflessioni sulla fusione delle tre città. «Il processo che con coraggio tantissimi cittadini hanno deciso di avviare esprimendo la volontà di mettersi insieme», scrive il senatore agli amministratori locali coinvolti nella fusione, «pone la nostra regione in prima fila nel cantiere nazionale dell’innovazione. Un coraggio che merita l’azzeramento burocratico e la sperimentazione di regole nuove di responsabilità sociale per cui, abbandonando l’idea sbagliata di “giubileo finanziario”, siamo chiamati tutti ad alimentare ogni giorno il fuoco delle idee e, soprattutto, i consiglieri comunali che la norma individua quale vera e propria Assemblea costituente della nuova città».
Ed è proprio questo il primo step previsto nel lungo iter che porterà il 1° gennaio 2022 (con possibilità di differimento al 2024 qualora i tre Comuni lo richiedessero) alla nascita della Nuova Pescara. Tutti i consiglieri di Montesilvano, Pescara e Spoltore faranno, dunque, parte dell’assemblea che avrà il compito di redigere lo statuto provvisorio del nuovo Comune entro due anni dall’insediamento, quindi entro l'estate del 2020. In questo arco di tempo, tuttavia, i tre Comuni coinvolti saranno chiamati ad attuare l’esercizio associato delle funzioni e dei servizi comunali, in particolare per ciò che riguarda la gestione dei rifiuti, il trasporto urbano, le reti idriche, la promozione turistica, le grandi infrastrutture o la pianificazione territoriale, solo per citare alcuni settori. In merito a questo aspetto il senatore puntualizza: «Mi preme evidenziare, ancora una volta, la necessità di correre per superare e lasciarsi alle spalle il limite politico e programmatico che fino a oggi ha di frequente accompagnato il dibattito politico relativo alla costituzione della nuova città, che coincide con l’attenzione troppo spesso riservata, esclusivamente, al riassetto e all’unificazione della città-apparato sottovalutando il tema della città-funzione».
Il rischio, qualora non si attuasse un cambio di passo orientato verso una velocizzazione delle decisioni e uno snellimento burocratico, come sottolinea D’Alfonso, è quello di assistere a un ingrandimento demografico senza i necessari miglioramenti dei servizi offerti ai cittadini e di avere quindi un effetto contrario a quello sperato. «Solo in questa prospettiva di ragionamento», chiosa l’ex presidente, «può trovare collocamento un’idea diversa di città che trascende la categoria del confine».
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