Collecorvino: muore pochi giorni dopo la madre

La donna di 56 anni aveva vegliato a lungo il cadavere della mamma 86enne, poi era stata ricoverata in ospedale
COLLECORVINO. Ha resistito una decina di giorni. Poi è morta, per cause naturali. Patrizia Ghu, 56 anni, originaria di Genova ma residente da sette anni a Collecorvino, è morta lunedì sera nell’ospedale di Pescara.
Era stata ricoverata il 15 settembre, quando i vigili del fuoco e i carabinieri l’avevano trovata in casa a fianco alla madre, che era deceduta da un paio di giorni. Ma lei non aveva lanciato l’allarme, non aveva chiesto aiuto a nessuno. Era rimasta a fianco alla madre. E chissà quanto tempo sarebbe rimasta ancora lì, in quella camera.
Delle due donne non si avevano notizie da qualche giorno. Dal loro appartamento non arrivava più alcun rumore.
E una vicina di casa, trovando anomalo quel silenzio, si era rivolta al sindaco di Collecorvino, Antonio Zaffiri, incrociandolo per strada. Dopo aver ricevuto la segnalazione il primo cittadino si era subito rivolto ai carabinieri chiedendo di intervenire immediatamente a casa delle due. Ma al citofono non rispondeva nessuno.
E così erano stati allertati i vigili del fuoco di Pescara, entrati nell’alloggio di via Santa Maria (al secondo piano) da una finestra. E avevano scoperto le due sul letto. La madre, Irene Ciancetta, 86 anni, era morta. E la figlia era a fianco a lei, a vegliarla da un bel po’. Quel giorno c’era anche il sindaco, rimasto senza parole di fronte al dramma delle due donne, da sempre isolate rispetto al resto del paese. E oggi lo è in misura ancora maggiore, dopo aver saputo della morte della più giovane. «Si era lasciata andare», commenta Zaffiri ricordando le condizioni in cui ha trovato la 56enne, che sembrava digiunare da tempo, pur essendoci tutto il necessario in casa, e non comunicava con nessuno. «Sono amareggiato», dice sempre Zaffiri. «Queste persone, arrivate qui nel 2011 dopo aver lasciato Spoltore, non hanno mai chiesto aiuto e i rapporti con l’esterno erano ridotti davvero dal minimo. A Collecorvino c’è una rete sociale e amicale che funziona», ripete il sindaco. «Conoscendo i miei compaesani e sapendo come hanno reagito in altre occasioni, aiutando le famiglie che avevano bisogno, non avrei mai pensato che una situazione del genere non emergesse affatto. E mai avrei pensato a un epilogo del genere».
La salma della 86enne è stata tumulata nei giorni scorsi, mentre per la figlia il Comune è in attesa di ricevere disposizioni dai parenti, che si trovano fuori regione.
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