Collegi e liste: tutte le regole da sapere

Avremo due schede per eleggere 9 deputati e 4 senatori
PESCARA. Il 25 settembre gli abruzzesi voteranno per eleggere i propri rappresentanti in Parlamento. Una pattuglia drasticamente ridotta a nove deputati sui 400 in totale per la Camera e quattro senatori sui 200 previsti a livello nazionale. Potranno votare, per entrambe le camere, tutti i cittadini che hanno compiuto 18 anni di età.
Queste elezioni decideranno la maggioranza destinata, almeno sulla carta, a governare il Paese nei prossimi cinque anni. Il meccanismo che trasformerà i voti in seggi, decretando vincitori e vinti, è la legge elettorale “Rosatellum” che assegna circa un terzo dei seggi con il metodo maggioritario e i restanti due terzi con il proporzionale.
Pertanto, tre deputati su 147 e un senatore su 74 saranno eletti in altrettanti collegi con il sistema maggioritario (dove vince chi prende più voti), mentre i restanti sei deputati su 253 e tre senatori su 126 saranno eletti con il sistema proporzionale.
LO SBARRAMENTO
Nel Rosatellum, la soglia di sbarramento – ovvero la percentuale minima di voti che una forza deve ottenere per accedere alla ripartizione dei seggi – è stata fissata al 3 per cento per i partiti e al 10 per cento per le coalizioni.
Se una forza politica non raggiunge quelle soglie, i voti che ha ottenuto finiscono dispersi. Tuttavia, se un partito fa parte di una coalizione e raggiunge almeno l’1 per cento, quei voti concorrono a determinare la cifra elettorale della coalizione, non andando sprecati (anche per questo motivo le forze politiche sono portate ad allearsi, piuttosto che a correre da sole).
Ma, di contro, c’è un altro aspetto da tenere presente: il Rosatellum produce due esiti. Il primo è che nei collegi uninominali – in cui ogni partito o coalizione può schierare un solo candidato – è più conveniente presentarsi come una grossa forza politica così da concentrare più preferenze.
Il secondo esito è che, al contrario di quanto è successo in passato, il meccanismo maggioritario fa sì che dopo il voto emergerà chiaramente un vincitore.
COSA PORTARE AL SEGGIO
Va ribadito che si voterà solo domenica 25 settembre. Sarebbe stato meglio, però, estendere anche a lunedì 26 la possibilità di recarsi alle urne per contenere il fenomeno dell’astensionismo che si preannuncia massiccio.
Gli elettori devono portare con sé un documento di identità e la tessera elettorale che, qualora smarrita, può essere rifatta presso gli uffici elettorali del proprio comune di appartenenza, i quali ampliano il proprio orario di servizio in occasione delle elezioni.
Si ricorda che è vietato portare il cellulare e altri dispositivi in grado di raccogliere immagini all’interno della cabina elettorale: meglio quindi lasciare tutto a casa, altrimenti bisogna lasciarlo in consegna agli scrutatori fino a voto espresso.
QUANTE SCHEDE
Riceveremo tutti due schede: una per la Camera e una per il Senato. Prendiamo per esempio la prima (vedi il fac simile che pubblichiamo all’interno della foto al centro della pagina).
Nella parte alta troviamo il nome del candidato all’uninominale e subito sotto la lista o le liste che lo appoggiano, ciascuna con i quattro nomi del proporzionale.
Basta tracciare una X sul simbolo della lista o sul nome del candidato dell’uninominale. Nel primo caso, il voto sarà esteso in automatico anche al candidato dell’uninominale collegato mentre nel secondo caso sarà conteggiato in automatico, in modo proporzionale, anche sui partiti della coalizione. Identico discorso vale per il Senato, dove le liste del proporzionale hanno tre nomi. In ogni collegio uninominale sarà eletto chi ha la maggioranza dei voti. Attenzione, però, al fatto che non è previsto il voto disgiunto, ovvero la possibilità scegliere un candidato all’uninominale non collegato alla lista per il proporzionale. In questo caso il voto non è valido.
I COLLEGI IN ABRUZZO
La mappa dei collegi è rivoluzionata oltre che ridotta. E la vittima sacrificata è il Teramano che perde totalmente la propria identità territoriale dovendosi quindi abbinare all’Aquilano o al Pescarese. L’altra novità sostanziale, direttamente collegata al taglio complessivo e massiccio di parlamentari da eleggere a Roma, impone la riduzione di politici abruzzesi eleggibili che, come si diceva, da 21 eletti nel 2018 scendono a 13, suddivisi in nove per la Camera e quattro per il Senato.
IL VOTO ALLA CAMERA.
Nel primo caso gli elettori si troveranno a scegliere tra quattro candidati per ciascuna lista del collegio unico regionale (Abruzzo 1) proporzionale e plurinominale che vede favoriti solo i capilista e permette di eleggere 6 deputati; e tre collegi (Abruzzo 1, 2 e 3) uninominali e maggioritari in cui ciascuna lista o coalizione ha un candidato per collegio, in modo che siano tre i deputati eleggibili in questo contesto (per chiarezza pubblichiamo, in alto e a sinistra, una tabella utile e, al tempo stesso, semplice).
IL VOTO AL SENATO
Passiamo al Senato: tre senatori saranno eletti sulla base delle liste, ciascuna con tre nomi, che i partiti schiereranno nel collegio unico plurinominale e proporzionale (Abruzzo 1). Il quarto senatore sarà eletto con il maggioritario tra le liste o coalizioni uninominali di un collegio regionale unico.
Anche in questo caso è possibile visualizzare la notizia grazie alla tabella di cui si diceva poco prima. C’è solo un’ultima riflessione da fare. Con questo sistema elettorale i capilista quindi sono tutelati, per non dire blindati, sia al Senato che alla Camera. Hanno, in parole semplici, la certezza di farcela a differenza degli altri candidati schierati nelle retrovie delle liste. Sono quindi i partiti a decidere i nomi degli eletti con una eccezione che riguarda la Camera dove i partiti più grandi, cioè quelli oltre il 20%-25%, possono eleggere anche il secondo deputato in lista, dipende dai resti che vengono conteggiati a livello nazionale. Ma non è comunque il caso dell’Abruzzo.
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