Colletti (M5s): è vero, nei comuni soffriamo

21 Giugno 2016

«Siamo forti nel voto nazionale. A Livello locale prevalgono persone e simboli in campo da anni»

L'AQUILA. Nessuna grande impresa in Abruzzo, ma un risultato delle urne che sostanzialmente conferma la tenuta del Movimento 5 stelle anche alle amministrative. Sono tanti i nuovi consiglieri comunali grillini che entrano nei Comuni abruzzesi e, anche se in realtà come Vasto non è arrivato il ballottaggio, in centri come Penne la vittoria è sfumata per appena 70 voti. «Pur avendo un forte traino dai risultati nazionali», valuta Andrea Colletti, deputato pescarese del M5s, «quando ci si confronta con le amministrative – specie con le comunali – si fa i conti con delle realtà già ben radicate tra gli elettori, le dinamiche sono ben differenti».

Cosa manca al M5s in abruzzo per imporsi come in altre aree della penisola?

«In realtà l’esito delle ultime tornate elettorali ha premiato il nostro movimento. Pensiamo, ad esempio, alle ultime elezioni europee, quelle del 2014, dove il M5s ha ottenuto oltre il 30% delle preferenze nella regione, un risultato in virtù del quale l’Abruzzo è tornato ad avere un rappresentante a Bruxelles, Daniela Aiuto. Stessa cosa si può dire l’anno precedente in occasione delle Politiche. Certo, quando invece si scende a confronto Comune per Comune bisogna fare i conti con persone e simboli che da anni sono in campo».

Quali ostacoli incontrano i vostri esponenti in questo contesto?

«Spesso si paga semplicemente lo scotto della prima volta. La nostra candidatura rappresentava una novità per gran parte dei Comuni in cui ci siamo presentati e gli esordi non sono mai facili, specie se ci si presenta con una lista sola contro e si deve lottare contro coalizioni e apparentamenti vari».

E’ mancata forse una leadership forte, una figura carismatica che trascina come la Raggi a Roma?

«Non credo affatto. Anzi, chi pensa che servano guru e leader non hanno capito niente del nostro Movimento. Noi siamo una forza che unisce tutte le persone che mettono al centro dell'interesse politico i cittadini. Abbiamo a cuore la condizione sociopolitica dei cittadini, specie di chi deve fare i conti con la crisi e fatica ad arrivare a fine mese. Questo viene prima di qualsiasi grande opera oppure qualsiasi programma di investimenti calato dall'alto».