Colletti (M5s) attacca: Pd e Ncd non hanno fatto nulla per Penne

26 Marzo 2017

L’esclusione della città dal cratere sismico e il futuro incerto dell’ospedale al centro delle polemiche I Cinque stelle recriminano per un emendamento bocciato. Chiavaroli: non sarebbe cambiato nulla

PENNE. Il futuro dell'ospedale San Massimo di Penne è sempre più un rebus di difficile soluzione. Se, da un lato, la Regione Abruzzo continua a portare avanti il discorso della ristrutturazione del San Massimo, con un progetto da 12,5 milioni di euro, dall'altro, le iniziative del governo centrale non sembrano dare speranze di salvezza alla struttira sanitaria. Alla Camera dei deputati, Penne ed il suo ospedale sono usciti a mani vuote.

Il parlamentare dei Cinque stelle, Andrea Colletti, ha spiegato come il governo abbia respinto un emendamento firmato dai pentastellati che avrebbe portato alla salvezza del presidio sanitario vestino. «Non capisco perché il governo non abbia voluto approvare un emendamento per salvare l'ospedale: Pd e Ncd non hanno voluto far entrare Penne nel cratere sismico, nonostante i danni obiettivamente subìti. Con la nostra proposta, avremmo salvato l'ospedale San Massimo, che ricade nel bacino del cratere sismico, dalla scure della riorganizzazione sanitaria decisa dalla Regione Abruzzo. Mi meraviglia soprattutto la sottosegretario, Federica Chiavaroli, nata a Penne, non abbia fatto di tutto per far entrare la propria città nel cratere sismico. Tutto ciò perché gli emendamenti che volevano tutelare l'area vestina erano a prima firma Cinque stelle», ha proseguito Colletti.

Emendamento che, in ogni caso, non avrebbe sortito risultati secondo la sottosegretario che ha replicato così al collega parlamentare dei Cinque stelle. «Fatta eccezione per la Neonatologia (il Punto nascite è già stato soppresso), il cui iter ha preso una strada differente», osserva la Chiavaroli, «il funzionamento dei reparti e lo stesso ospedale di Penne non saranno compromessi dalla mancata approvazione dell'emendamento proposto dai Cinque stelle. La maggior parte delle funzioni del presidio sanitario rimarranno. Mi sembra paradossale che quanto di buono venga fatto sia da attribuire ad altri e ciò che di negativo emerga sia a me imputabile», chiosa la sottosegretario alla Giustizia.

Una volta che la riorganizzazione sanitaria andrà in porto, ci sarà comunque da attendere l'esito de ricorso al Tar presentato dai sindaci vestini. Il San Massimo dovrebbe rimanere con un'area medica da 28 posti, 24 degenze e quattro servizi di day hospital. L'area chirurgica rimarrebbe con 2 posti letto per Chirurgia, oggi ve ne sono 12, e 2 per Ortopedia, che ora invece conta 9 posti letto. La Geriatria da 19 posti letto dovrebbe completamente scomparire ed essere accorpata a Medicina genarale, in un'area che potrà contare complessivamente su 28 posti. Oggi Medicina ha 17 posti letto e Geriatria 19. Complessivamente, dai circa 85 posti attuali, gli utenti passerebbero ai 36 programmati dal piano di riordino.

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