Colli, Masci avverte il ministero: sull’autovelox non torno indietro

Dopo la bocciatura del dicastero per il limite dei 30 km orari in via di Sotto, arriva la replica del sindaco «Stupito per la lettera, io penso solo alla sicurezza dei cittadini». Poi chiede un incontro per chiarire
PESCARA. Il sindaco Carlo Masci non torna indietro sull’autovelox di via di Sotto e al ministero dei Trasporti, che gli ha scritto una lettera che boccia i 30 km orari, manda a dire che «entra nella vicenda con superficialità, indeterminazione e formulazioni dubitative e poco informate».
Anticipa la richiesta di un incontro con il ministro dei Trasporti Enrico Giovannini, e replica piccato alla missiva ministeriale ricevuta, che in sostanza, chiede lo stop al limite di 30. Un provvedimento che tante polemiche ha scatenato soprattutto tra i cittadini multati e infuriati, costretti a ricorsi per far annullare le pesanti sanzioni. «Con stupore il Comune di Pescara si è visto recapitare la lettera di un dirigente ministeriale che entra nella vicenda di via di Sotto con superficialità», scrive in una nota il primo cittadino, «la cosiddetta “richiesta di chiarimenti circa la corretta applicazione dei limiti di velocità nel centro abitato di Pescara” è supportata da note generiche scandite da “sembrano”, “risulterebbero”, “immagini acquisite da internet”, “apparente” e altre sfumature linguistiche che oscillano tra la raccomandazione e il consiglio, tra la nota burocratica e il fumus amministrativo». A seguito di ciò, Masci annuncia di aver intenzione «di chiedere conto» di tutto ciò, «al ministro poiché è in discussione una ordinanza sindacale non di oggi ma di otto anni fa, supportata dal prefetto, massima espressione di governo e Stato sul territorio». Al ministro «domanderò anche, in assenza di contestazione alla legittimità dell’autovelox, di indicare a me e ai cittadini multati per eccesso di velocità una alternativa alla normativa che prevede il diritto soggettivo del ricorso al prefetto o al giudice di pace a fronte della sanzione. Da lui desidererei sapere se si dovranno rimuovere tutti i limiti di 30 km orari davanti alle scuole sulle strisce pedonali, oppure se occorra privilegiare la sicurezza sulla velocità come invece è chiaro in tutti i documenti legislativi europei e nazionali».A richiedere un parere al ministero sono stati il coordinamento cittadino di Pescara Colli e il senatore Luciano D’Alfonso che ha fatto da tramite con l’organismo ministeriale. «Sorvolo», sottolinea il sindaco nel bollettino, «sull’atteggiamento strumentale e demagogico del centrosinistra, silente e immobile durante i 5 anni di governo e oggi sulle barricate per lo stesso limite dei 30 orari e non credo che la comunicazione sia frutto dell’intercessione di un politico locale perché questa è la politica che va contro i pescaresi, non solo quelli multati». Chi ha scritto quella lettera, secondo Masci, «dimostra di non conoscere la situazione attuale né quella pregressa, fidandosi delle segnalazioni. Sarebbe opportuno ricordare che i verbali elevati dalla polizia contemplano violazioni reiterate di 20-30 volte. Il problema della pericolosità della strada, sollevato dai cittadini, ha radici nel 2013 con l’introduzione del limite», dopo, «incidenti con morti e feriti».

