Colonna, via all’era Manzo Ma chi finanzia le mostre?

14 Febbraio 2015

Il Comune annuncia un calendario di nove appuntamenti nel museo curati dal patron di Fuori Uso, ma occorrono sponsorizzazioni private

PESCARA. Le voci di corridoio, o meglio di galleria, lo avevano anticipato qualche tempo fa e allora Cesare Manzo aveva glissato la domanda in un'intervista rilasciata al Centro. Oggi invece è l'assessore alla cultura del Comune Giovanni Di Iacovo ad annunciare - delibera alla mano - che il feeling tra l'amministrazione e il patron di Fuori Uso non era poi così volatile. L'annuncio del connubio trova casa al Museo "Vittoria Colonna" che verrà animato da una serie di eventi di qualità con il linguaggio dell’arte contemporanea. Un progetto a costo zero per l’Ente, annuncia Di Iacovo, che riprende e continua l’esperienza della rassegna artistica Fuori Uso con nove mostre di grande impatto da realizzarsi nell’arco dei prossimi due anni, corredate da incontri e dibattiti. «Si tratta di una prosecuzione dell’esperienza di Fuori Uso», spiega Di Iacovo, «attraverso alcune mostre di alto profilo curate da Manzo che ne è stato ideatore e motore. Bisogna fare delle scelte e la mia linea sul Museo Colonna è quella di non farlo più essere un ricovero per qualunque iniziativa, di dargli un profilo ben delineato e fargli ospitare solo arte moderna e contemporanea di alto livello». Un calendario di mostre che dovrebbe prendere il nome di "RiUso", comprendendo nove appuntamenti di cui non è stato ancora svelato il programma, ma soltanto il tema. “Innaturali” mette a confronto le rappresentazioni della natura di diversi artisti di varia provenienza, “La fine della Storia” è un'esposizione che attraverso le opere di Gian Marco Montesano invita a riflettere sulla mitologia e sulla modernità, “Rovine del contemporaneo” mette in mostra opere danneggiate di grandi artisti contemporanei per riflettere su un nuovo concetto di archeologia, mentre “Nuove sacralità” e “Babele Oggi” sono incentrate sull’identità occidentale e sul politeismo. E ancora “Senza Cosmo” riflette sul valore e l’identità della terra, “Il corpo dello Stato” sul potere visto dagli artisti contemporanei, “Il destino del femminile” è una mostra storica sull’arte firmata dalle donne e “Vedere la poesia” propone arte poetico-visuale dedicata ai maggiori poeti visivi internazionali. «Siamo certamente una città capace di parlare diversi linguaggi, il contemporaneo è quello che si respira nei grandi centri europei e che deve tornare ad essere vissuto e partecipato anche da noi», osserva Di Iacovo, che precisa anche come la rassegna curata da Manzo sia solo una parte della programmazione per il rilancio del Colonna. Cesare Manzo si dice soddisfatto di questo invito, soprattutto perché è tornato a mettere a disposizione della città il suo know-how e le sue idee, anche se l'entusiasmo da "ripresa" culturale non si respira a pieni polmoni. Chi finanzierà infatti il calendario di nove mostre al Museo Colonna se il Comune ha subito dichiarato che l'operazione sarà a costo zero per le casse pubbliche? Specialmente in una città in cui negli ultimi anni si è registrato il crollo del sostegno economico pubblico e la decisa contrazione della sponsorizzazione privata alle operazioni culturali? «Sono felice di questo slancio dell'amministrazione nei miei confronti», chiosa Manzo, «ma so bene che i soldi per me non ci sono e credo perciò che non sarà per nulla facile raggiungere gli obiettivi concordati col Comune. La palla ora passa agli sponsor».

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