«Colpa di chi non ha ascoltato»

12 Marzo 2017

De Magistris: la violenza è da condannare, ma il nostro messaggio era chiaro

NAPOLI. Intorno alla vicenda Salvini alla fine a Napoli è stata guerriglia urbana. «Vorrei riproporre - dice all’agenzia Ansa il sindaco Luigi de Magistris - le immagini del corteo: diecimila persone che partecipavano a una manifestazione pacifica, dove prevalevano unicamente l’orgoglio dei napoletani, l’ironia e il forte contenuto politico dell’iniziativa. Le immagini finali feriscono la potenza politica di quella manifestazione, dagli alti contenuti democratici. Prendo le distanze dai violenti che non incarnano lo spirito autentico, pacifico, della città che rappresento».

Di chi le responsabilità?

«Di chi ostinatamente non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso dell’amministrazione. Noi non abbiamo mai detto “no Salvini a Napoli”. Il sindaco ha semplicemente espresso la contrarietà a un’iniziativa assolutamente inopportuna: la presenza alla Mostra d’Oltremare, in un luogo dell’amministrazione o comunque riconducibile all’amministrazione, di un esponente politico, Salvini appunto, che si è distinto per apologia del fascismo, atteggiamenti xenofobi e razzisti. E che, all’insegna dello slogan “Napoli colera”, ha fatto della sua vita politica un atto di fede contro Napoli e il sud. Ma qualcuno non ha voluto sentire e ha alzato a dismisura il livello dello scontro. Salvini avrebbe potuto benissimo essere a Napoli e fare la sua propaganda politica xenofoba e razzista in un altro luogo privato, non riconducibile all’amministrazione. Non ci sarebbe stata l’imposizione nei miei confronti, che ho solo difeso la città».

È scontro ora tra lei e lo Stato?

«A Napoli io sono il sindaco, dunque sono lo Stato. Approvo le scelte opportune, critico quelle sbagliate, come quella del ministro Minniti, che ha voluto imporre Salvini alla Mostra d’Oltremare. Per me parlano i miei trascorsi di non violento, di magistrato, di napoletano orgoglioso di esserlo e al servizio della gente. Proprio per questo anche oggi, come sempre, prendo le distanze da ogni forma di violenza. Napoli ha mille problemi e non aveva bisogno di queste tensioni».

Perché non ha partecipato al corteo?

«Non era il corteo del sindaco. Era stato indetto da pezzi della città vera, ed è stato un corteo molto bello. Fino a quando episodi violenti hanno sporcato la forza politica di quell’iniziativa. È assolutamente necessario distinguere tra i veri napoletani e i violenti che nulla a che fare con Napoli e la sua storia».

Sindaco, si sente un po’ responsabile?

«Assolutamente no. Io fin dal primo momento ho avuto parole chiare e nette, e la mia storia non può essere messa in discussione. La responsabilità per quello che è accaduto va cercata in chi, forse non senza motivo, ha voluto alzare il livello dello scontro».

Ha sentito il ministro Minniti?

«In queste ore no».

E venerdì?

«Mi fermo qui...». (a.s.)