Colpo da 39mila euro, giovane arrestato

8 Luglio 2015

Johnny Di Pietrantonio è accusato della rapina al centro agroalimentare. Incastrato dai testimoni e dalle impronte

PESCARA. A distanza di tre mesi il cerchio si è chiuso, almeno parzialmente, sulla rapina del 3 aprile ai danni di un commerciante. Per il colpo da 39mila euro, messo a segno nel centro agroalimentare di Villanova di Cepagatti, i carabinieri hanno arrestato lunedì pomeriggio Johnny Di Pietrantonio, vent’anni, pescarese. Il giovane è entrato in azione con un complice mentre la vittima, Fabrizio De Vincentiis, stava per andare in banca a versare gli incassi della sua attività. Lo hanno raggiunto alle spalle, con il volto coperto da passamontagna e la pistola in pugno, e hanno afferrato la borsa con il bottino. Il commerciante ha provato a reagire e ha inseguito i rapinatori che lo hanno bloccato immediatamente, colpendolo alla tempia con il calcio della pistola e rendendolo inoffensivo, dopodiché sono fuggiti via, prima a piedi e poi in auto, dove probabilmente li attendeva un terzo uomo. De Vincentiis si è rivolto al 112 e sul posto sono arrivati i carabinieri ma le ricerche in zona non hanno avuto esito mentre il malcapitato è finito in ospedale con una prognosi di pochi giorni.

Con il passare delle settimane i militari del Nucleo investigativo, diretti dal capitano Massimiliano Di Pietro, sono arrivati a Di Pietrantonio, volto noto alle forze dell'ordine per i numerosi precedenti. Il giovane è stato arrestato e rinchiuso in carcere in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare del gip Gianluca Sarandrea, su richiesta del pm Barbara Del Bono. È accusato non solo di rapina aggravata in concorso e lesioni personali ma anche di detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo. Il ventenne, ufficialmente residente al cosiddetto ferro di cavallo di Rancitelli, al civico 183, è stato trovato dai militari dell’Arma nello stesso complesso ma al civico 171, in un appartamento che a quanto pare occupava abusivamente. Tra l'altro, quando è stato rintracciato, aveva una mazza da baseball e una katana, mentre non è stata individuata la pistola usata il 3 aprile.

Per incastrare i presunti autori della rapina gli investigatori hanno eseguito un attento sopralluogo nell'area dove hanno agito i due e hanno ascoltato le persone che quel giorno si trovavano nel centro agroalimentare, tra commercianti e dipendenti. Raccogliendo una serie di dettagli sull'identikit dei balordi, i carabinieri hanno potuto restringere notevolmente il campo sui possibili responsabili, nonostante la coppia abbia agito con il volto parzialmente coperto. L'attenzione dei militari dell'Arma si è concentrata quindi su alcuni nomi, tutte persone che in passato sono state fermate per reati di vario genere e che gravitano nella zona di Villa del Fuoco, dopodiché l'esame delle immagini riprese dai sistemi di videosorveglianza nei pressi del centro agroalimentare e gli accertamenti sulle impronte lasciate sul furgone della vittima hanno consentito di identificare Di Pietrantonio. Le telecamere, infatti, hanno intercettato l'auto dei rapinatori in fuga mentre i carabinieri del Ris di Roma hanno appurato che le impronte erano quelle del ventenne, fornendo una conferma importante a chi stava lavorando alla soluzione del caso. Non è stato ancora identificato, invece, il suo complice, e l'attività degli uomini del capitano Di Pietro prosegue proprio su questo fronte.

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