Coltelli e rapine, i tre mesi neri della città

Non solo l’omicidio di Christopher Thomas Luciani: sono tanti i fatti di sangue da metà maggio a oggi
PESCARA. L’estate violenta di Pescara non accenna a terminare. Una lunga striscia di episodi in città, sulla riviera, in centro e nei luoghi di aggregazione dei più giovani, iniziata presto, già a metà maggio, con una rissa sul lungomare tra ragazzini e un 20enne ferito.
Più di una volta, gli episodi sono sfociati nel sangue. E, in uno di questi, ci è scappato il morto: due mesi fa le venticinque coltellate letali al 16enne Christopher Thomas Luciani nel parco Baden Powell. Ieri notte solo per una mera fatalità, la città non si è trovata a raccontare l’ennesimo fatto di sangue da prima pagina.
Risalgono al 2 e al 9 giugno altri due accoltellamenti, uno in piazza Duca e l’altro fuori da uno stabilimento balneare sulla riviera. Il coltello diventato la pericolosa e preoccupante “moda” dell’estate anche tra i giovanissimi di Pescara: sono state tante le armi da taglio sequestrate in queste settimane dalle forze dell’ordine.
Un altro episodio è stato registrato lo scorso 5 agosto in pieno centro, sotto i portici di via Nicola Fabrizi, all’angolo con via Parini, quando un ragazzo nordafricano ha colpito all’addome un giovane brasiliano, fortunatamente senza gravi conseguenze.
Ieri è tornata ai auge la pistola, usata da un 28enne davanti ad un noto stabilimento della riviera nord, nel bel mezzo di una serata frequentatissima: sei colpi che hanno terrorizzato i giovani presenti, due di questi usciti feriti lievemente da proiettili vaganti. Un altro episodio che aggrava la paura e il senso d’insicurezza di una città che fa i conti con un vero e proprio allarme sociale. (o.d.a.)

