Colto da infarto, rianimato e salvato vicino all’obitorio

4 Agosto 2016

Penne, operazione tempestiva dei soccorritori del 118 strappa alla morte un uomo di 79 anni in arresto cardiaco

PENNE. L'équipe del 118 di Penne ha salvato la vita a un 79enne colto da arresto cardiaco. È accaduto nei giorni scorsi, nelle vicinanze dell'obitorio dell'ospedale San Massimo. L'anziano è caduto a terra privo di conoscenza e l’equipaggio è subito intervenuto in codice rosso.

Riscontrato l’arresto cardiaco, i soccoritori hanno sottoposto il paziente a massaggio cardiaco e ventilazione manuale, poi in pochissimi minuti lo hanno defibrillato più volte. Il cuore di V.R. è tornato così a battere e l’anziano è stato trasportato al Pronto soccorso per essere sottoposto a esami ematici, consulenza cardiologica e test strumentali (Tac). Dopo l'opportuna terapia e stabilizzazione del paziente, è stato disposto il trasferimento su un’ambulanza medicalizzata del 118 all’ospedale di Pescara dove V.R. è stato ricoverato in Terapia intensiva cardiologica. Successivamente il malato è stato trasferito a Chieti in Cardiochirurgia, dove gli sono stati applicati tre bypass. I familiari hanno ringraziato gli operatori del Pronto soccorso di Penne per aver salvato la vita del proprio caro, ma l'episodio positivo di intervento è la riprova di come l'entroterra vestino necessiti di un ospedale operativo al 100%. Se l'arresto cardiaco avvenuto al 79enne fosse capitato a Farindola, in pieno inverno, con l'unica ambulanza medicalizzata del Pronto soccorso di Penne fuori per un altro intervento, ecco che la risoluzione del codice rosso sarebbe stata ben più complessa, posto che l'intervento sarebbe dovuto arrivare dalla postazione del 118 più libera e vicina a Penne. La viabilità difficoltosa dell'area vestina impone alle coscienze di chi ha in mano la gestione della Asl di Pescara di garantire a tutto il comprensorio pedemontano vestino la più adeguata ed efficace assistenza sanitaria possibile. Certo che, a oggi, l’ospedale San Massimo risulta fortemente indebolito con la Rianimazione trasformata in Terapia intensiva post operatoria e il Laboratorio analisi declassato da unità operativa complessa a unità semplice. Nei mesi scorsi, è stato soppresso il Punto nascita.

Entro agosto, secondo alcune informazioni raccolte, il San Massimo dovrebbe fare i conti anche con pesanti assenze mediche: sarà infatti privo del pediatra, del radiologo, dell'oculista e dell'otorino. Tutti specialisti che saranno disponibili solo al mattino a causa dei turni di ferie. Insomma, il San Massimo diventerà per circa un mese un ospedale fantasma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA