«Comandante epurato, dev’essere risarcito»

San Giovanni Teatino. La corte d’Appello dà ragione a Feragalli. Il Comune dovrà versargli 55mila euro
SAN GIOVANNI TEATINO. Il Comune perde un’altra causa di lavoro. Dopo le tre dirigenti della Fb Servizi, licenziate e poi riammesse in servizio dal giudice; la dipendente dell’ex farmacia comunale reintegrata a palazzo di Città dal tribunale, e la recente assunzione della vigilessa vincitrice di un bando che era stata mandata a casa prima ancora di aver firmato il contratto, adesso è la volta dell’ex comandante della polizia urbana, il tenente Livio Feragalli, 53 anni, che ha vinto in appello. Il capo dei vigili era stato rimosso a fine 2012 dal suo incarico e successivamente emarginato all’interno del corpo di polizia che aveva diretto per anni. La Corte dell’Aquila ha confermato la sentenza di primo grado. Secondo i giudici aquilani, l’amministrazione Marinucci avrebbe agito contro Feragalli con finalità «epurativa». Due teste ritenuti credibili, D’Andreamatteo e Guerci, hanno riferito che durante una cena l’allora consigliere comunale Marco Cacciagrano, attuale presidente del consiglio, avrebbe detto che era sua intenzione «togliere il comandante in quanto troppo amico dell’ex sindaco Verino Caldarelli al quale avrebbe potuto raccontare cosa succedeva in Comune». Lo stesso Cacciagrano si sarebbe «in via diretta reso responsabile della condotta mobbizzante nei confronti di Feragalli».
Verso l’ex comandante ci sarebbe stato un comportamento «ritorsivo e persecutorio», al punto che al suo rientro da un periodo di malattia non trovò nè una sedia, né un pc e neppure un telefono. E, al contrario degli altri vigili, non aveva una postazione di lavoro assegnata. Per lavorare, Feragalli doveva sedersi alla reception. Adesso il Comune dovrà pagare un risarcimento di oltre 55mila euro, più 7mila euro di spese legali. «Altro che amministratori attenti, altro che sindaco a portata di mano», tuona il consigliere M5S Mario Cutrupi. «Ricordo che quando Ezio Chiacchiaretta, allora vostro oppositore, durante un consiglio vi etichettò come tagliatori di teste, ritenni questa frase eccessiva. Oggi capisco che era un complimento. Alla luce di questa sentenza e delle parole del giudice si comprende quale siano state le reali motivazioni che vi hanno spinto a fare le scelte disastrose portate avanti finora. Avete distrutto tutto per il solo piacere di dire che era fatto male. Per voi era fatto male solo perché l’aveva fatto Caldarelli. Quanti danni state facendo non solo al bene pubblico, ma anche alle persone». Il Comune, acquisito il parere dell'avvocato, avrebbe deciso di tornare alla carica contro Livio Feragalli ricorrendo in Cassazione.

