Come comportarsi alla riapertura Ecco le regole per aziende e uffici

Il protocollo del ministero della Salute per la sicurezza dei dipendenti. Chi ha la febbre resta a casa È obbligatoria la sanificazione dei locali e degli schermi touch. Stop a viaggi di lavoro e riunioni
PESCARA. Sindacati e imprese, in accordo con il governo, hanno firmato un protocollo per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da coronavirus e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro. Ecco le norme, indicate dal ministero della Salute, che torneranno ad essere ancora più valide anche per chi riaprirà dopo il 4 maggio. Un documento in più punti volti a contrastare e prevenire la diffusione del virus nei luoghi di lavoro soprattutto ora che ci avviciniamo alla fase 2 con la riapertura delle attività.
1) CONTROLLI ALL’INGRESSO. Il personale, prima dell'accesso al luogo di lavoro, potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea. Se questa risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso. Per l’accesso di fornitori esterni si devono individuare procedure di ingresso, transito e uscita, mediante modalità, percorsi e tempistiche predefinite, al fine di ridurre le occasioni di contatto con il personale. Va ridotto anche l’accesso ai visitatori.
2) PULIZIA E SANIFICAZIONE. L'azienda assicura la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro (comprese tastiere, schermi touch, mouse), delle aree comuni e di svago e dei distributori di bevande e snack.
3) IGIENE E DISPOSITIVI DI PROTEZIONE. È obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. L’azienda mette a disposizione idonei mezzi detergenti. Qualora il lavoro imponga una distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative, è necessario l'uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione come ad esempio guanti, occhiali, tute, cuffie, camici.
4) GESTIONE SPAZI COMUNI. L'accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone.
5) RIMODULAZIONE TURNI. Limitatamente al periodo dell’emergenza Covid-19, le imprese potranno disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso allo smart working, o comunque a distanza.
Bisogna assicurare un piano di turnazione dei dipendenti dedicati alla produzione con l'obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili. Utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali o, se non fosse sufficiente, utilizzare i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.
6) STOP TRASFERTE E RIUNIONI. Sospese e annullate tutte le trasferte e i viaggi di lavoro nazionali e internazionali, anche se già concordati o organizzati. Non sono consentite neanche le riunioni in presenza (solo quelle urgenti ma con un numero ridotto di persone e a un metro di distanza interpersonale).
È comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in smart working.
7) ORARI SCAGLIONATI. Si favoriscono orari di ingresso e uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti nelle zone comuni (ingressi, spogliatoi, sala mensa).
8) GESTIONE DI UN CASO SINTOMATICO. Nel caso in cui una persona presente in azienda sviluppi febbre e sintomi di infezione respiratoria come la tosse, lo deve dichiarare immediatamente all'ufficio del personale, si dovrà procedere al suo isolamento e a quello degli altri presenti dai locali. L'azienda avverte immediatamente le autorità sanitarie competenti e i numeri di emergenza per il Covid-19 forniti dalla Regione o dal ministero della Salute. L’azienda inoltre collabora per la definizione degli eventuali contatti stretti.
È costituito in azienda un Comitato per l'applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione con la partecipazione delle rappresentanze sindacali aziendali. (g.g.)
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