Come evitare il contagio e le situazioni più a rischio

Spalancare le finestre di casa e mantenere rigorosamente la distanza e la mascherina
PESCARA. Come si trasmette il virus, ora reso ancora più contagioso dalla sua variante Omicron? Quali sono le situazioni più a rischio? Come possiamo evitarle, limitando le possibilità di infettarci?
A rispondere a queste domande una volta per tutte ci hanno pensato ricercatori di università sparse in tutto il mondo, che hanno collaborato per indagare come il virus Sars-CoV-2 si muove nell’aria e stilare una sorta di guida utile, pubblicata sulla rivista specializzata Environmental Science&Technology.
LO STUDIO
Lo studio sugli “indicatori per il rischio di trasmissione per via aerea in ambienti interni condivisi e loro applicazione ai focolai di COVID-19” è stato realizzato da ricercatori specializzati in diverse discipline e afferenti a diverse università di tutto il mondo, sotto la guida del Dipartimento di Chimica dell’Università del Colorado. Ha partecipato anche il Dipartimento di Ingegneria civile e meccanica dell’Università di Cassino e del Lazio meridionale.
I ricercatori sono partiti con l’individuare tre scenari in cui può avvenire la trasmissione via aerea tra una persona infetta e un’altra suscettibile: “la trasmissione aerea a corto raggio”, “la stanza condivisa in volo” e “la trasmissione aerea a lungo raggio”. Una volta delineati gli scenari, hanno individuato due indicatori di rischio e li hanno combinati coi fattori chiave che controllano la trasmissione dell’infezione: virali (trasmissibilità/prevalenza), delle persone (mascherato/smascherato, esercizio/seduto, voce/silenzio) e della qualità dell’aria (al chiuso /all’aperto, stanza grande/stanza piccola, affollata/poco affollata, ventilata/non ventilata). L’obiettivo dei ricercatori era quantificare in che modo i diversi fattori influiscono sulla trasmissione modificando il rischio di ammalarsi. I risultati sono stati inseriti un grafico del rischio.
QUANDO AUMENTA IL RISCHIO
Dallo studio emerge che il virus si trasmette molto più facilmente “a corto raggio”, a causa della maggiore concentrazione di aerosol contenente agenti patogeni provenienti dalla persona infetta.
Il grafico individua quindi una condizione “limite”, cioè una precisa combinazione in cui è massima la possibilità di contagiarsi: quando ci si riunisce con molte persone in uno spazio chiuso con scarsa qualità dell’aria (come una palestra poco ventilata, una discoteca o un’aula scolastica); si fa qualcosa di faticoso o turbolento come un esercizio, cantare o gridare; si toglie la mascherina; si rimane a lungo.
COME EVITARE IL CONTAGIO
Quindi i consigli per ridurre le probabilità di contagiarsi: incontrare altre persone all’aperto o in uno spazio ben ventilato o almeno con buona qualità dell’aria; ridurre al minimo il numero di persone presenti; trascorrere insieme il minor tempo possibile in quell’ambiente; non gridare, non cantare o non fare esercizio fisico pesante; indossare la mascherina Ffp2 correttamente e mantenerla dall’entrata fino all’uscita dall’ambiente.
Spiegano i ricercatori nello studio: «Le particelle virali possono essere emesse ogni volta che una persona infetta respira, ma soprattutto se la respirazione è profonda (come durante l'esercizio) o comporta la vocalizzazione (come parlare o cantare). Anche se indossare la mascherina Ffp2 riduce la trasmissione perché blocca il rilascio del virus, è molto meno probabile che la persona infetta senza mascherina che si siede in un angolo ti infetti rispetto a una che si avvicina a te e inizia un'accesa discussione».

