Come ottenere il reddito d’inclusione

11 Aprile 2018

In regione già 5.700 nuclei familiari usufruiscono del Rei dal primo gennaio. Ma a luglio cambieranno le regole

PESCARA . Si chiama Rei, e sta per “Reddito d’inclusione”. È la misura di contrasto alla povertà varata dal Governo Gentiloni, entrata in vigore a far data dallo scorso 1° Gennaio.
In Abruzzo (secondo dati Inps elaborati da Openpolis), in tre mesi ne hanno usufruito 44,1 abitanti per diecimila, che si traduce in poco più di 5700 famiglie. Un dato che pone la regione al settimo posto in Italia, dopo Campania, Sicilia, Calabria, Molise, Sardegna e Basilicata. Nella classifica nazionale, la regione dove sono stati erogati un numero minore di sussidi è l’Emilia Romagna, seguita dal Friuli Venezia Giulia.
COS’È. Il reddito di inclusione si compone di due parti: la prima è rappresentata da un beneficio economico, erogato mensilmente dall’Inps attraverso una carta di pagamento elettronico, chiamata “Carta Rei”. La seconda parte, quella più importante, è invece rappresentata da un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa, finalizzato «al superamento della condizione di povertà».
A CHI SPETTA. Il Rei è una misura che coinvolge l’intero nucleo familiare. I requisiti per ottenerlo sono diversi: si parte da quelli di natura economica, e in particolare dal valore Isee che non deve superare i 6mila euro. Il valore Isre (l’indicatore della situazione reddituale e patrimoniale della famiglia), invece, non deve essere superiore a 3mila euro. La famiglia, oltre alla casa dove abita, non deve possedere altri immobili di valore superiore a 20mila euro. I risparmi non devono superare i 10mila euro (8mila in caso di famiglia formata da due persone, e 6mila per una sola persona. Inoltre, in famiglia, deve essere presente un minore, oppure un disabile, oppure ancora una donna in stato di gravidanza. Il beneficio è dovuto anche se del nucleo fa parte un disoccupato con più di 55 anni. Naturalmente, se la composizione del nucleo familiare dovesse variare, o in caso di mutamento degli altri requisiti, bisognerà comunicarlo immediatamente all’Inps, pena la perdita del beneficio. Da luglio di quest’anno resteranno in vigore solo i requisiti economici.
LA CARTA REI. A emetterla sono le Poste italiane, attraverso il servizio Bancoposta, quando gli enti coinvolti avranno completato la verifica dei requisiti posseduti. Con la Carta Rei è possibile prelevare contante, entro limiti prestabiliti, e acquistare beni (gli stessi previsti dalla Carta acquisti). Per poterla utilizzare bisognerà attendere l’arrivo del codice Pin, che sarà spedito per posta.
INCOMPATIBILITÀ. La misura non è dovuta nel caso in cui anche un solo componente della famiglia percepisca ammortizzatori sociali come il Naspi o altre forme di sostegno al reddito. Non spetta se in famiglia è presente un autoveicolo immatricolato negli ultimi due anni. Da questa regola sono esclusi i mezzi per il trasporto delle persone diversamente abili.
A CHI RIVOLGERSI. Per fare domanda è necessario compilare il modello MV56, a disposizione nei comuni, negli sportelli degli ambiti sociali e nei Caf, ma a erogare materialmente il sussidio è l’Inps. Il progetto di inclusione lavorativa, invece, viene realizzato dai servizi sociali del comune di residenza, in collaborazione con i centri per l’impiego e le associazioni di volontariato no-profit che operano nel settore del contrasto alla povertà. Nel progetto vengono definiti gli obiettivi da raggiungere e gli impegni, che riguardano tutti i componenti del nucleo familiare. Il Comune, o l’ente sociale d’ambito, è tenuto a verificare il rispetto dei requisiti entro 15 giorni dalla presentazione della domanda.
IL LAVORO. Il Rei è compatibile con lo svolgimento di attività lavorative. Se fosse il contrario, infatti, verrebbe meno lo spirito della legge che lo ha istituito, che mira non tanto a sostenere economicamente, ma a creare le condizioni perché si possa uscire dalla zona protetta. Naturalmente, non devono venire meno i requisiti di natura economica. Se l’attività lavorativa produce un reddito che fa superare i requisiti Isee e Isre, addio contributo.
QUANTO DURA. L’erogazione del sussidio dura 18 mesi. Per poterlo chiedere di nuovo, alla scadenza, bisognerà aspettare sei mesi.