Come provare emozioni senza temere giudizi

PESCARA. Uno spazio interattivo che cancella il distacco tra palco e spettatori, offrendo ai più piccoli la possibilità di sperimentare e imparare a riconoscere le proprie emozioni, senza il timore...
PESCARA. Uno spazio interattivo che cancella il distacco tra palco e spettatori, offrendo ai più piccoli la possibilità di sperimentare e imparare a riconoscere le proprie emozioni, senza il timore di essere giudicati.
È questa, in sostanza, la filosofia espressa dal laboratorio ‘BimboTeatro’, rivolto ai bambini da zero a 6 anni e ideato dai fondatori di TeatroLab: Giulia Parrucci, educatrice e dottore di ricerca incaricata per l’insegnamento di Pedagogia teatrale, e da Rossano Angelini, docente in Discipline dello spettacolo nel CdL in Terapia occupazionale all’università d’Annunzio di Chieti.
Le potenzialità e gli obiettivi di questi nuovi percorsi, distanti dalla recita tradizionale delle passate generazioni, verranno illustrati nel corso di una tavola rotonda, dal titolo: “Infanteatro, per un teatro a misura di bambino”, che si terrà oggi, alle 10, allo Spazio Matta di Pescara.
Oltre agli ideatori dell’iniziativa, interverranno Giorgia Committeri, docente di Psicologia e Neuropsicologia alla d’Annunzio; Elisabetta Bascelli, che insegna Psicologia dello sviluppo all’università d’Annunzio e Mariantonietta Ciarciaglini, responsabile del gruppo territoriale Movimento di cooperazione educativa.
Nello specifico, la pedagogia teatrale per l’infanzia lavora sulla costruzione di percorsi che vanno oltre le singole performance o lo spettacolo finale, e che si soffermano sulla capacità di stimolare la curiosità e l’interesse dei bambini, consolidando la fiducia, l’autostima, il senso del corpo e della creatività attraverso la ricerca e l’esplorazione dei vari linguaggi espressivi, in un clima di gioia e di accoglienza.
«È un laboratorio che permette al bambino di sviluppare, già nei primissimi anni di vita, l’attitudine alla teatralità, grazie a un’esposizione diretta al teatro, con grande rispetto per le doti naturali di ascolto e di assorbimento», spiega Giulia Parrucci, «i bambini, durante il laboratorio, interagiscono liberamente con gli attori, sono immersi nel gioco delle azioni teatrali e in questo modo imparano, gradualmente, a riconoscere le proprie emozioni. Questo percorso nasce dalla convinzione che ogni bambino porta dentro di sé un tesoro prezioso che va portato alla luce».
Sara Del Vecchio
©RIPRODUZIONE RISERVATA

