Comitiva di australiani in vacanza a Tocco

21 Giugno 2019

Quaranta turisti sono guidati da un ingegnere di origini abruzzesi. Il loro desiderio è acquistare casa

TOCCO DA CASAURIA. Il paese è invaso da una settimana da un gruppo di circa 40 turisti australiani che girano giornalmente per il paese, fermandosi in negozi e bar ed organizzando escursioni a piedi e anche in autobus nelle località del circondario.
A portarli a Tocco un oriundo toccolano, Eustachio De Stefanis, ingegnere in pensione che in Australia costruiva gallerie e che parla il toccolano originario di decenni addietro, dell'epoca dell’emigrazione della famiglia all'altro capo del mondo. «Di toccolani in questo gruppo ce ne sono ben pochi», dice Eustachio, «gli altri sono tutti oriundi italiani e in Australia la maggior parte sono professionisti, medici, avvocati, ingegneri, architetti, naturalisti, che amano conoscere il mondo e soprattutto vogliono apprendere i principi ritenuti sani. Girano giornalmente in tutte le vie del paese e si meravigliano nel vedere decine di fabbricati con affisso sulla facciata il cartello vendesi». Solo Eustachio, la loro guida, è in grado di spiegare loro che si sentono attaccati e a loro agio nel borgo cittadino, il perché della decadenza di questi centri, ormai poco popolati dopo decenni di continua emigrazione.
«E loro», spiega Eustachio, «sono increduli perché nello scoprire le meravigliose risorse del territorio, ricco di uliveti, di colture di orti, di vigne, di frutteti, ricco di acqua, di aria salubre, pieno di sole e per fortuna ancora di aria pulita, non si sanno spiegare come si possa abbandonare per sempre questa realtà». Ieri hanno partecipato ad un sit-in nel frantoio oleario della Cooperativa Casauriense, dove l'esperto Pasqualino Lupone, già presidente del consorzio dell'olio di oliva Dop, li ha guidati ad un assaggio del prodotto toccolano, confrontandolo con altre produzioni con imbottigliamento commerciale, anche se con la classificazione di olio extravergine. «Da profani», ha raccontato, «hanno saputo riconoscere, all'assaggio, quale fosse il prodotto toccolano, contrassegnato dal gusto amaro e piccante e apprezzarlo per le sue virtù salutistiche. Se ne sono fatta una buona scorta da portare a casa. In loro è scattata anche un'altra idea: quella di voler acquistare casa a Tocco, anche di poche stanze, capace di accoglierli per le loro visite periodiche in paese. E così è iniziata una vera e propria ricerca fra le decine di abitazioni in vendita che potrebbero passare a nuova vita. Una speranza per la rinascita del paese».