Commerciante dei Colli cade dalla scala e muore

13 Ottobre 2017

Giovanni Portosa, titolare di Megablok, è spirato dopo due giorni di coma

PESCARA . È morto dopo due giorni di coma, senza essersi mai ripreso, Giovanni Portosa, 62 anni, di Pescara, titolare di Megablok, il negozio di via del Santuario che opera nel settore dell’impiantistica antifurto e della sicurezza.
A trovare l’uomo riverso a terra, lo scorso 10 ottobre, all’interno dell’attività commerciale, era stato un vicino che gestisce il negozio a fianco. Secondo una prima ricostruzione Portosa sarebbe caduto da una scala mentre sistemava la merce.
«Ero nel laboratorio», racconta Angelo Chiappini, l’uomo che per primo lo ha soccorso, titolare del negozio di pasta all’uovo “Il tortellino” che si trova accanto a Megablok, «quando ho sentito un rumore provenire dal locale accanto. Stavo preparando la pasta e non avevo ancora aperto ai clienti. Soltanto quattro-cinque minuti più tardi, quando sono andato ad aprire la porta dell’attività, passando davanti all’altro negozio ho guardato all’interno e ho visto Giovanni a terra. Mi sono precipitato verso l’entrata, ma la porta non si apriva perché era chiusa dall’interno. Ho chiamato il macellaio che gestisce un’attività accanto alla nostra, e poi ci siamo diretti verso la porta posteriore, che per fortuna era aperta. Siamo entrati da lì. Nel frattempo è arrivata l’ambulanza del 118 che lo ha portato in ospedale».
Le condizioni del 62enne, sposato e padre di due figli, sin da subito sono apparse molto gravi. Giunto in pronto soccorso, infatti, i medici ne hanno disposto l’immediato trasferimento nel reparto di rianimazione, ma nulla è servito a salvarlo.
Secondo ipotesi mediche, Giovanni Portosa, grande appassionato di moto, potrebbe aver avuto un malore all’improvviso, che lo ha fatto cadere al suolo.
Nell’impatto ha battuto violentemente la testa, riportando fratture gravissime, per le quali nessuna cura, purtroppo, è servita.
Ieri, dopo due giorni di coma, durante i quali non ha mai ripreso conoscenza, è stata dichiarata la morte cerebrale. «Eravamo amici», racconta Angelo Chiappini, «e ancora non riesco ad abituarmi all’idea che non c’è più. Sono molto scosso da quanto accaduto, mi dispiace tanto. Abbiamo perso una persona generosa, a molto legata alla sua famiglia e agli amci».
Anche di fronte alla morte la grande generosità di Giovanni Portosa e dei suoi familiari non è venuta meno. Ieri mattina, quando si è capito che non ce l’avrebbe fatta, era partita la procedura per la donazione dei suoi organi, un desiderio che purtroppo non è stato possibile realizzare per problemi tecnico-legali. Ieri il magistrato di turno ha dato l’autorizzazione affinché la salma dell’imprenditore venisse riconsegnata alla famiglia, che potrà dargli l’estremo saluto assieme a tutti coloro che lo hanno conosciuto e stimato e a quanti gli hanno voluto bene.
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