Commercianti sul piede di guerra «Orari più lunghi o chiuderemo»

Le associazioni di categoria bocciano le chiusure a mezzanotte di bar e ristoranti imposte dal Comune «Infierire sulle imprese in crisi per il Covid è da irresponsabili, le conseguenze saranno drammatiche»
PESCARA. «Costringere i locali a chiudere presto la notte è da irresponsabili, le conseguenze saranno impressionanti». Le associazioni di categoria hanno usato parole durissime nei confronti dell’amministrazione comunale, che ha imposto a bar, ristoranti e pizzerie di tutta la città orari ridotti rispetto agli anni passati per evitare rischi di assembramenti in questo periodo di emergenza Covid.
Lunedì scorso, il sindaco Carlo Masci era finito sotto il fuoco di fila del centrosinistra e di una parte della maggioranza, favorevoli a un ripristino degli orari dell’estate 2019. Ora, sono scese in campo anche le associazioni di categoria per contestare le scelte dell’amministrazione comunale.
Confesercenti, Fipe Confcommercio e Confartigianato imprese si sono schierate sullo stesso fronte per protestare contro le chiusure anticipate dei locali e costringere il sindaco e la sua giunta ad ampliare gli orari notturni dei locali nei mesi estivi. L’ordinanza in vigore fino al 30 giugno impone a bar e ristoranti di chiudere entro mezzanotte, dalla domenica al mercoledì e all’una, dal giovedì al sabato. I locali invece vorrebbero chiudere come l’anno scorso: all’una dalla domenica al giovedì e alle 2, il venerdì e sabato. Ma i residenti del centro e la Lega sono pronti a dare battaglia per evitare un ritorno ai vecchi orari. E ora anche le parole usate dalle associazioni suonano come una sorta di ultimatum al Comune. «Orari più lunghi, o molti locali saranno costretti a chiudere», hanno avvertito.
CONFESERCENTI. L’attacco più pesante è arrivato dal direttore di Confesercenti Gianni Taucci. «Chi impone la chiusura estiva a mezzanotte a ristoranti, stabilimenti balneari, bar, gelaterie in tutta la città», ha avvisato il numero due dell’associazione, «sia consapevole che le conseguenze economiche saranno impressionanti. Infierire sulle imprese, già piegate da tre mesi di blocco forzato per l’emergenza Covid, è da irresponsabili».
Taucci ha fatto presente di aver ascoltato le richieste unanimi dei rappresentanti delle singole categorie colpite dall’ordinanza del Comune: i balneatori aderenti alla Fiba, ristoranti e bar iscritti alla Fiepet Confesercenti, gli alberghi di Assohotel, il settore eventi riunito nella Fiast Confesercenti. «Nessun altro Comune confinante ha fatto scelte del genere», ha sottolineato Taucci, «i locali hanno aspettato con ansia questi giorni per recuperare qualche spesa, invece sono obbligati a chiudere presto».
CONFCOMMERCIO. «Crediamo che con i dati del contagio sempre più confortanti e con l’inizio della stagione estiva», ha osservato Riccardo Padovano, coordinatore provinciale e consigliere nazionale di Fipe, la federazione dei pubblici esercizi della Confcommercio, «si possa pensare ad orari più estesi, con una differenziazione per le attività autorizzate all’intrattenimento danzante, cui dovrebbe essere consentito di poter svolgere l’attività fino alle 3 di notte».
CONFARTIGIANATO. «Gli esperti parlano di un sostanziale azzeramento dei contagi», ha fatto notare il direttore di Confartigianato imprese Pescara Fabrizio Vianale, «a questo punto è fondamentale un ritorno alla normalità. Bisogna tornare agli orari precedenti, solo così si evitano gli assembramenti. La zona di piazza Muzii è un volano per la città, se si spegne la città si spegne il turismo per tutta l’estate».
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